Via libera della Corte costituzionale: «Ha tutti i requisiti»
ROMA Ha tutti i requisiti necessari di «chiarezza, omogeneità e univocita» il quesito referendario sul nucleare riformulato dalla Cassazione dopo l'entrata in vigore delle norme della legge “omnibus”. La Corte Costituzionale, con una decisione presa all'unanimità e in una camera di consiglio lampo che ha portato al deposito delle motivazioni appena due ore dopo la decisione, ha dichiarato l'ammissibilità del referendum sull'atomo. SI VOTA PER IL NUCLEARE Verdetto, questo, che non lascia più dubbi al fatto che il 12 e 13 giugno si andrà a votare su tutti e quattro i quesiti (oltre che sul nucleare, due sulla privatizzazione dell'acqua e uno sul legittimo impedimento). Cade nel vuoto, pertanto, anche l'ultima mossa del governo che chiedeva alla Corte di dichiarare inammissibile il nuovo quesito: PD E IDV SODDISFATTI La decisione della Corte Costituzionale viene salutata dalle opposizioni con assoluta soddisfazione. «Si festeggia una nuova vittoria della sovranità popolare», commenta il leader dell'Idv Antonio Di Pietro. Il segretario dei democratici Pier Luigi Bersani va anche oltre ostentando un certo ottimismo: «Si vince facile come a Milano». MAGGIORANZA DIVISA La maggioranza, invece, sembra pronta a dividersi con la Lega sempre più orientata a votare “sì”, almeno sui quesiti che riguardano l'acqua e il Pdl invece che rivendica il «dovere» di non andare a votare, parafrasando quanto detto lunedì dal Capo dello Stato: «Faccio sempre il mio dovere di elettore». Berlusconi in ogni caso dice di «non temere il voto». Il governatore del Veneto Luca Zaia esce allo scoperto e dice che lui il 12 e 13 giugno andrà a votare e lo farà per quelli su acqua e nucleare. TERZO POLO Anche il Terzo Polo non ha una linea unitaria: l'Udc dirà 'nò a quelli sull'acqua e per il resto lascerà libertà di voto. Anche il finiano Italo Bocchino ribadisce che non verrà data alcuna indicazione in merito. Mentre Francesco Rutelli avverte: voterà “no” a quello sulla privatizzazione dell'acqua, mentre dirà “si” a quello anti-atomo. SCONTRO Il Pdl intanto risponde a Giorgio Napolitano rilanciando con il diritto a non votare. Pd e Idv non perdono le speranze di poter raggiungere il tanto agognato quorum e rinnovano l'appello al voto. Votare sì, insiste Giuseppe Lumia, sempre del Pd, significa anche contrastare le eco-mafie che ormai si sono infiltrate nella gestione dei rifiuti e dell'acqua. È dunque battaglia fino all'ultimo colpo tra maggioranza e opposizione sui referendum. TG NEL MIRINO scoppia la polemica sulla «disinformazione» che starebbero facendo i Tg Rai. Domenica il Tg1 aveva dato una data sbagliata. Ieri «l'errore» lo ha ripetuto il Tg2. Con il deputato del Pd Roberto Zaccaria che attacca a testa bassa: «Il dubbio su una regia a questo punto è legittimo». ITALIANI ALL'ESTERO E polemica è anche sulla vicenda del voto degli italiani all'estero. Il quesito sul quale si sono espressi 3,2 milioni di connazionali residenti fuori Italia è diverso da quello che verrà presentato agli elettori il 12 e 13 giugno, ma ormai non ci sono i tempi per farli rivotare. Di Pietro lancia una proposta: la Cassazione non conti il loro voto ai fini del raggiungimento del quorum. Il leader Idv è certo che saranno «proprio quei voti a fare la differenza»: oltre il 50 % «ci arriviamo al 58 % no». Ed è pronto a presentare un ricorso in Cassazione.