Rassegna Stampa
Testata: La Nuova Sardegna
«Abusi sul mare, chiusa una spiaggia»
08/06/2011
autore: ANDREA NIEDDU
LA MADDALENA, SCOPPIA UN CASO AMBIENTALE
Dettagliata denuncia del Touring Club per alcune opere eseguite a Punta Cannone
LA MADDALENA. Il Touring club italiano denuncia abusi sul mare. In una lettera, parla della posa di un cippo di cemento che, per la sua posizione (è a pochi metri dal mare) e le sue fattezze, non è opera degli enti pubblici. In più, segnala la costruzione di una staccionata in legno sul bagnasciuga della spiaggia di Punta Cannone, uno degli angoli più belli e suggestivi dell’isola.
L’area è quella in cui sorge lo storico villaggio del Touring, di fronte alla spiaggia di Monte da Rena, inserito in oltre cinque ettari di macchia mediterranea spontanea e nato dalla consapevolezza che il minor impatto ambientale possibile e la discrezione della presenza umana siano necessari per mantenere inalterata la bellezza e la ricchezza originaria dell’ambiente.
In questi giorni infatti si sono verificati diversi episodi che hanno portato i responsabile del Touring Club a denunciare le violazioni ambientali.
Anche perché, dicono dal Touring, è «impossibile che si possano verificare certe cose all’interno del parco, ma soprattutto è innammissibile aggredire le spiagge in questo modo».
«La costruzione di una staccionata in legno sulla spiaggia e la posa di un ben visibile cippo di cemento praticamente sul mare, indipendentemente dalle motivazioni soggettive di chi li ha installati e dalle azioni giudiziarie in corso - dice Fabrizio Galeotti, direttore generale del Touring Club - è un grave danno ambientale soprattutto per tutti i turisti, italiani e stranieri, che scelgono la Sardegna e, in particolare, La Maddalena per le proprie vacanze. La cosa è ancora più grave se consideriamo che il danno avviene in un parco Nazionale geo-marino di rara bellezza».
Di fronte a queste «nefandezze, anche perché oltre al parco a controllare il territorio ci sono i vigili urbani, la capitaneria, gli uomini della forestale e in particolare, «non possiamo rimanere inermi e zitti davanti a tale scempio - continua Galeotti -. Infatti abbiamo già denunciato il problema a tutte le autorità competenti nella speranza che si attivino al più presto. La natura deve continuare ad essere l’assoluta protagonista e la tutela dell’ambiente deve essere una pratica quotidiana. Ci auguriamo che anche le autorità competenti la pensino così e si attivino subito per tutelare e proteggere un patrimonio di inestimabile valore».
Non è dunque escluso che, già nei prossimi giorni, dopo la denuncia del Touring Club, scatti un’indagine per capire chi, e a che titolo, ha modificato una parte sensibile, e protetta rigorosamente dalle leggi, dell’arcipelago della Maddalena.
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