Rassegna Stampa
Testata: La Nuova Sardegna
Ottana, il Comune contro il nucleare
08/06/2011
autore: F. S.
Delibera approvata all’unanimità dalla giunta amministrativa e firmata dal sindaco
OTTANA. Il Comune di Ottana si schiera ufficialmente per il sì all’abrogazione del nucleare in Italia. Lo ha hatto con una delibera specifica della giunta firmata, quasi a rafforzarne la solidità, non solo dal sindaco, Gian Paolo Marras, ma anche dagli assessori comunali Franco Saba, Roberto Del Rio, Fabrizio Pinna e Melisa Delrio.
La delibera invita i cittadini a votare sì al referendum del 12 e 13 giungo e dichiara «la contrarietà dell’amministrazione di Ottana alla produzione di energia nucleare». La decisone è rafforzata dall’impegno di garantire alla cittadinanza la «massima partecipazione ai processi decisionali con trasparenza e informazione sulle tematiche riguardanti la produzione di energie; di favorire la massima partecipazione dei cittadini al voto referendario dando l’indicazione per il sì sul quesito posto sull’energia nucleare e, infine, di favorire le buone pratiche di risparmio ed efficienza per la diffusione delle fonti rinnovabili». La delibera sa basa su alcune considerazioni di carattere nazionale e mondiale. «Il governo italiano - si legge nel documento - ha deciso il ritorno al nucleare con l’obiettivo dichiarato di produrre il 25% di energia dall’atomo. Per raggiungere questo obiettivo si dovrebbero localizzare e costruire sul territorio nazionale 8 reattori come quello attualmente in costruzione in Finlandia che è il più grande al mondo». Questo programma metterebbe da parte le uniche soluzioni praticabili per ridurre in tempi brevi le alterazioni del clima: le energie rinnovabili. «Solo una seria politica nazionale e locale che esclude il nucleare e promuova l’innovazione - si sottolinea nella delibera - può rispettare le scadenze internazionali per la lotta ai cambiamenti climatici».
Discorso a parte per la sicurezza.
«A 22 anni dal terribile incidente di Chernobyl e alla luce di quello più recente di Fukushima - si legge nel documento della giunta - non esistono le garanzie necessarie per l’eliminazione del rischio di incidente nucleare e conseguente contaminazione radioattiva».
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