Rassegna Stampa
Testata: La Nuova Sardegna
La Consulta: sì al voto sul nucleare
08/06/2011
autore: PAOLO CARLETTI
Bocciato il ricorso del governo. Opposizioni e comitati: «Sventata una truffa»
ROMA. La Corte Costituzionale ha votato all’unanimità: il quesito referendario sul nucleare è ammissibile. Quindi domenica e lunedì prossimi si voterà per dire «sì» all’abrogazione degli articoli della legge omnibus (che avrebbero consentito una moratoria per la costruzione dei nuovi impianti nucleari), oppure «no» per chi è a favore dell’atomo e delle centrali che il governo intende costruire dopo la moratoria. Una nuova battuta d’arresto dunque per l’esecutivo di centrodestra, che aveva fatto ricorso alla Corte Costituzionale dopo che già la Corte di Cassazione si era espressa a favore del referendum. Nelle motivazioni depositate nel primo pomeriggio di ieri dalla Corte presieduta da Alfonso Quaranta, si dice espressamente che la nuova legge consentirebbe di tornare al nucleare. «Le disposizioni di cui si propone l’abrogazione - si legge nel dispositivo - risultano unite da una medesima finalità: quella di essere strumentali a consentire... di adottare una strategia energetica nazionale che non escluda espressamente l’utilizzazione di energia nucleare. Ciò in contraddizione con l’intento perseguito dall’originaria richiesta referendaria». Dunque l’Alta Corte, nell’esaminare la questione, svela il “trucco” del governo Berlusconi, che con la moratoria non aveva altro fine se non quello di evitare il referendum, per poi dare il via al programma nucleare nel giro di qualche anno. Aggiungendo che «il nuovo quesito riformulato dalla Cassazione è chiaro e univoco».
«Le motivazioni smascherano definitivamente l’ipocrisia e la bassezza del governo Berlusconi - dice il capogruppo del Pd al Senato Anna Finocchiaro -. Si tratta dell’ennesima truffa tentata da questo governo». Sulla stessa linea tutte le opposizioni, che ora chiedono al governo chiarezza sul voto degli italiani all’estero, e invitano governo e Agcom a far rispettare le regole alla Rai con una informazione adeguata, almeno negli ultimi giorni. Ieri tra l’altro anche il Tg2 ha sbagliato le date del referendum, così come aveva fatto il Tg1 il giorno precedente.
Secondo i Comitati per il Sì è l’ennesimo e definitivo stop ai tentativi del governo di sabotare la consultazione sull’atomo: «Oggi si compie un altro passo avanti verso il quorum».
Tra i partiti, mentre i ministri del Pdl continuano a ripetere come da copione che non andranno a votare, voci diverse arrivano dalla Lega. Il ministro Calderoli aveva già espresso la volontà di votare (al Carroccio e a Bossi piacciono i quesiti sull’acqua, in particolare quello che con il sì impedisce la privatizzazione della gestione), e ieri il presidente del Veneto, Luca Zaia, ha ribadito che voterà sì su acqua pubblica e nucleare. Pd, Idv, Verdi, sono compatti per i quattro sì, mentre è più variegata la posizione del Terzo polo, che ha dato indicazione di voto per il no sull’acqua. Pdl dunque che appare isolato. Infine i sindacati: compatta per il sì la Cgil, clamorosa la spaccatura nella Cisl dopo che il segretario Bonanni domenica aveva detto che non sarebbe andato a votare. Risultato: 93 dirigenti Cisl hanno firmato un appello per i quattro sì, in aperto dissenso con Bonanni che aveva parlato di «referendum inutile».
Chiavi di questa notizia: Nucleare