Rassegna Stampa
Testata: La Nuova Sardegna

Revocato il Piano stralcio delle fasce fluviali

07/06/2011

autore: ALESSANDRO FARINA

Bosa, buone notizie per il settore edile dopo la scelta della Regione

BOSA. Il Comitato istituzionale dell’autorità di bacino, su sollecitazione degli amministratori locali, ha revocato il Piano stralcio delle fasce fluviali. Il provvedimento, che avrebbe aggiunto ulteriori gravosi vincoli di edificabilità nella città del Temo, aveva messo in allarme amministratori, forze politiche e l’intero comparto edile già fortemente provato da una crisi senza precedenti.
 Il Piano stralcio, approvato dal Comitato istituzionale dell’autorità di bacino della Regione, era stato pubblicato sul Bollettino Ufficiale della Regione il 28 aprile. «Si tratta - spiegano il sindaco Pierfranco Casula e l’assessore all’urbanistica Sergio Rosa - di un approfondimento ed integrazione al Piano di assetto idrogeologico. Adempimento obbligatorio per legge che individua le aree a rischio alluvione e stabilisce le conseguenti norme di salvaguardia». In pratica, in una città dove già in 90% delle aree edificabili è soggetta a rigidi vincoli, un ulteriore colata di gesso burocratico. Arrivata tra l’altro proprio mentre i tecnici erano impegnati nella richiesta alla Regione di una mitigazione rispetto al massimo grado di allarme che il Pai ha sancito per la città di fondo valle.
 «Subito ci siamo attivati con l’ufficio del presidente Cappellacci, degli assessori Cherchi e Oppi, dell’Anci e di diversi capigruppo in consiglio regionale - rivelano Casula e Rosa - per informarli delle conseguenze che l’iter di non meno di due o tre anni per l’adozione definitiva del Piano avrebbe avuto per Bosa e il suo territorio».
 La paura infatti era di «Compromettere in maniera definitiva la già preoccupante crisi del settore edile. Per non parlare delle pesantissime e negative conseguenze in quello turistico». Confronto avvenuto, oltre che su quello politico e tecnico, anche sul piano scientifico. «Avvalendoci della collaborazione dell’università di Cagliari, per comprovare la validità degli studi prodotti e dei lavori già realizzati, ed accelerare l’iter di approvazione della variante al Pai».
 Il Comitato istituzionale dell’autorità di bacino ha quindi tenuto conto delle varie osservazioni e «Accogliendo le nostre richieste ha deciso di revocare la delibera di adozione preliminare del Piano». Dall’amministrazione rimarcano poi l’intenzione di coinvolgere le minoranze «Per attivare insieme - concludono sindaco e assessore - incontri con i tecnici locali e la popolazione per informare tutti della situazione e concordare azioni condivise per il superamento della problematica».

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