Rassegna Stampa
Testata: La Nuova Sardegna

Sì alle tonnare nelle aree protette

07/06/2011

autore: SIMONE REPETTO

Esperti a confronto per ribadire che la convivenza è possibile

CARLOFORTE. La convivenza tra la tonnara fissa e l’area marina protetta è possibile. Lo si è detto al convegno nazionale del Girotonno, sulla piccola pesca professionale e la pesca al tonno rosso in tonnara, all’interno delle aree marine protette.
 Sono intervenuti i direttori dell’area marina protetta di Tavolara e di Bergeggi Augusto Navone e Simone Bava, il responsabile Ispra Leonardo Tunesi, i docenti dell’Università del Salento e di Genova Paolo Guidetti e Riccardo Cattaneo Vietti, nonchè Andrea Greco della Piam Tonnare. Tutti d’accordo sul fatto che la pesca tradizionale del tonno, oltrechè unica in Italia, può proseguire in una zona di mare tutelata e regolamentata, come intorno a San Pietro. Idem per gli attrezzi della piccola pesca artigianale, in modo da salvaguardare il reddito dei pescatori, purchè gli stessi operino in sintonia con i gestori, divenendo protagonisti dello sviluppo dell’area, come avviene nel Salento. L’importante è coinvolgere chi abita nell’isola, perchè dall’efficacia di una buona gestione di queste zone potranno arrivare i risultati migliori. Il direttore dell’area marina di Tavolara ha spiegato i positivi risvolti dell’effetto riserva, che dalle zone di maggior tutela (A), porta nelle altre zone limitrofe (B e C), fino all’esterno dei confini dell’area marina (effetto “spillover”), biodiversità e presenza di pesce in quantità e di dimensioni superiori. Il corretto rapporto tra pescatori, turisti, operatori e gestori, potrebbe fare di San Pietro un sito unico a livello nazionale.

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