Rassegna Stampa
Testata: La Nuova Sardegna
Bagni vietati sotto la scogliera
05/06/2011
autore: Andrea Piras
Un piano da 2,5 milioni per fermare l'erosione e proteggere la costa di Nora
Alto rischio di crolli dal Coltellazzo alle Terme a mare
PULA I due grandi blocchi scuri di sono ancora lì, poggiati sul pianoro di roccia, sotto la scogliera, appena accarezzato dal mare. E altri massi potrebbero raggiungerli, staccandosi da quella parete che mostra le sue profonde ferite, le lesioni che indicano e denunciano tutta la precarietà di un promontorio ad altissimo rischio crolli. Esposto alla mareggiate, minacciato dal disinteresse.
IL MALATO Al capezzale di Nora, dopo i ripetuti allarmi lanciati dal Comune e dalla cooperativa Coptur che gestisce le visite guidate alle rovine fenicio-punico-romane, sono adesso arrivati in tanti per un sopralluogo voluto dalla direzione generale dell'assessorato regionale all'Ambiente. Una sorta di visita guidata a cui hanno preso parte Genio civile, Capitaneria di porto, Soprintendenza archeologica, prefettura e naturalmente l'amministrazione comunale di Pula. «Vogliamo denunciare l'emergenza e ribadire l'urgenza per Nora», ha detto il sindaco Walter Cabasino. Una situazione di crisi che sta davvero mettendo in pericolo non soltanto la parte della città antica più vicina ai tratti di costa esposti all'erosione (il tempio romano di Esculapio, le terme romane, la torre costiera), ma anche determinando una condizione di pericolo per chi si avvicina alla scogliera. «Proprio in quel pianoro dove l'anno scorso sono precipitati i due blocchi - ha ricordato Cabasino - si avventurano da sempre tanti bagnanti, qualche pescatore di lenza, subacquei. E se già dalla scorsa estate la Capitaneria ha emesso un'ordinanza che vieta di avvicinarsi, è anche vero che non sempre la disposizione viene rispettata».
L'ALTERNATIVA La paura che possa accadere l'irreparabile è tanta, ed è per questo che serve un'accelerata sul progetto di messa in sicurezza del tratto costiero interessato all'erosione. Dal Coltellazzo alle terme passando per Esculapio. Una vera emergenza che sta convincendo l'amministrazione pulese a intervenire con una variante al Piano idrogeologico.
Intanto serve un vero programma di intervento. E servono parecchi quattrini per attuarlo. Fino ad oggi di fondi ce ne sono veramente pochi. Una manciata di euro (100 mila) stanziati dal direttore del Genio Civile Lucio Carlo Magi, insufficienti per salvare l'area. Per questo il Comune ha affidato all'ingegner Nicola Montaldo, docente di costruzioni idrauliche marittime, la consulenza su Nora. «Dal promontorio del Coltellazzo - spiega il professionista - si stanno staccando alcuni punti e qui bisognerà intervenire per il consolidamento, mentre sia la spiaggia sud davanti alle terme a mare che il tratto delle terme di nord-est stanno subendo massicciamente le mareggiate. In questi punti si è avuto un arretramento della linea di riva». Il progetto di salvaguardia, ancora in fase di elaborazione, potrebbe prevedere o barriere soffolte a difesa della costa oppure una sorta di ripascimento, e questo proprio davanti alle terme, con ciottoli capaci di smorzare il lavorio delle onde.
I FONDI «Prima di tutto, però - avverte Montaldo - bisognerà verificare se sott'acqua siano presenti resti archeologici che non potranno certo essere sommersi dalle barriere antierosione». Alla Regione verrà chiesta la copertura finanziaria, stabilita in due milioni e mezzo di euro. Chiavi di questa notizia: Ambiente