Rassegna Stampa
Testata: L'Unione Sarda
Porta Levante: tondini di ferro a pelo d'acqua
05/06/2011
autore: Francesco Nardini
La Maddalena. I
l ferro affiora a pelo d'acqua, sotto si vedono i blocchi di cemento armato nuovi di zecca. Preparati sulla banchina e poi finiti in mare. Proprio davanti al molo dove ieri il IV Nucleo sommozzatori della Guardia Costiera ha iniziato le immersioni c'è un pezzo di pontile, ultimato e mai utilizzato. Il pubblico ministero Riccardo Rossi avrà una relazione dettagliata del materiale. Si tratta di un ritrovamento che ha anche un valore simbolico, perché qui ci sono ancora le tracce ben visibili di un grande speranza diventata incubo.
Porta Levante un tempo apriva l'Arsenale Militare, ad est, verso la collinetta del Vaticano, non c'era nulla. Solo un pezzo di terra incolto. Ora tutta la zona è una desolante distesa di cemento, enorme, in cui residuano qua e là parti di pontili abbandonati, un grosso container, strutture metalliche di supporto, pallet, pacchetti di bulloni e dadi arrugginiti. Come se all'improvviso tutti avessero abbandonato quel luogo di lavoro per causa di un evento eccezionale e imprevisto. Una fuga. L'Arsenale, quello Militare, terminava poco più a settentrione, con l'ultima officina: l'officina mista, dove oggi c'è il locale per convegni frutto programmato del G8, mai aperto dal giorno della costruzione. Lo spazio cementato che, ad occhio e croce, potrebbe ospitare la metà dei cantieri navali sparsi alla rinfusa in città, è desolatamente vuoto con i resti delle lavorazioni della ultima fase degli interventi di riconversione delle strutture arsenalizie. Verso la zona mediana di questa enorme piattaforma doveva esserci un prosieguo: il pontile. Tutto è finito in acqua: i blocchi di cemento del basamento sono stati allineati sul fondo per una ventina di metri verso il largo e si intravedono facilmente: i ferri di consolidamento inseriti dentro le cornici di cemento superano l'acqua, e i movimenti delle onde li coprono e riscoprono in continuazione. Il senso di qualcosa restato irrimediabilmente a metà è tangibile, come la sensazione d'abbandono e di sperpero, assieme alla pericolosità in quei ferri che spuntano per mezzo metro.
Questo spiazzo non terminato doveva essere il nuovo cantiere navale del dopo G8. Ma ora qui si cercano solo macerie. Chiavi di questa notizia: Maddalena