Rassegna Stampa
Testata: L'Unione Sarda

Cemento armato in mare

05/06/2011

autore: Andrea Busia

La Maddalena. Le immagini subacquee di Noe e Guardia costiera al pm
I sommozzatori trovano i rifiuti nell'ex Arsenale

Sanno già dove andare i sommozzatori, non devono cercare le macerie del G8. Piuttosto ieri mattina, dopo essere arrivati di buon ora davanti al parellelepipedo disegnato dall'architetto Stefano Boeri (lo scintillante palazzo della Main Conference che non ha mai visto i potenti della Terra) hanno iniziato a misurare lo specchio d'acqua che nasconde i segreti delle bonifiche. Da una parte i carabinieri, dall'altra la Guardia Costiera. Le prime immersioni effettuate su ordine del pm Riccardo Rossi, purtroppo, sono subito un successo. I sommozzatori hanno il compito di fotografare e filmare il materiale finito in mare e lo fanno senza difficoltà. La missione è a colpo sicuro. Nell'acqua ci sono tubi lunghi diversi metri, onduline, grossi frammenti di cemento, granito e anche blocchi di cemento armato che non sono stati mai utilizzati per allungare il pontile di Porta Levante. Il problema per la squadra mista arrivata a La Maddalena è soltanto uno: inquadrare e registrare tutto, non perdere neanche un pezzo di fondale.
LE IMMAGINI In poche ore il fascicolo che ipotizza una raffica di reati (abuso d'ufficio, abbandono di rifiuti e frode in pubbliche forniture) si arricchisce di un interessante dossier fotografico. Sullo schermo dei computer portatili scorrono le immagini della grande discarica sottomarina davanti ai moli dell'ex Arsenale militare. Ci sono i resti di 150 anni di lavoro delle officine meccaniche della Marina, ma anche altro. Il tenente Gianni Dessì, comandante del IV nucleo sommozzatori della Guardia Costiera rispetta la consegna del silenzio, ma si capisce benissimo che cosa sta facendo sulla piattaforma di cemento di Porta Levante. Guarda lo specchio d'acqua davanti a lui, una parte dei 60mila metri quadrati posti sotto sequestro dal pm Rossi. La superficie è stata divisa in settori per facilitare il lavoro. La griglia serve a individuare i siti per il cronoprogramma delle immersioni. I carabinieri fanno la stessa cosa misurando le distanze e tracciando linee immaginarie segnate da boe. Tra una decina di giorni, i militari diranno al pm che cosa c'è in ogni casella della griglia disegnata sull'acqua.
IL MARE INGHIOTTE TUTTO La Procura di Tempio ha dato precise indicazioni ai sommozzatori che, peraltro, conoscono molto bene questi fondali. Dovranno accertare, ad esempio, perché imponenti blocchi in cemento armato non usati ora sono in mare. Presto, poi, partiranno i campionamenti dell' Arpas e i carotaggi per l'individuazione di eventuali tracce di metalli sul fondale. Soltanto dopo la conclusione delle immersioni, il pm Rossi potrà chiudere la prima parte della sua indagine che sta diventando sempre più complessa. C'è il filone principale che ipotizza il mancato completamento dei dragaggi all'interno dell'ex Arsenale. Gli indagati sono tre, viene contestata anche la frode in pubbliche forniture. La previsione di spesa per la prima fase del ripristino era di 490mila euro, diventati un milione e mezzo di euro. I soldi sono aumentati, mentre i metri quadri “bonificati”, secondo il pm Rossi, sono 46mila invece di 60mila.
IL SINDACO Chi è preoccupato per gli effetti collaterali dell'inchiesta di Rossi è il sindaco di La Maddalena Angelo Comiti. Ormai la conferenza dei servizi per le bonifiche, quelle vere, è imminente. Ma il sequestro probatorio impedisce le operazioni. E poi il primo cittadino di La Maddalena non butta via tutto il pacchetto G8. «Bisogna sempre ricordare - dice Comiti - come era l'Arsenale e che cosa è oggi».

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