Rassegna Stampa
Testata: L'Unione Sarda

Il maestrale dei veleni

05/06/2011

autore: Antonella Pani

Portoscuso. Il lungo incubo dei residenti nella frazione di Paringianu
«Nuvole di polvere rossa sopra le nostre case»

«Mercoledì è stato eclatante perché si vedevano i nuvoloni di polvere che invadevano il nostro paese, ma noi siamo a contatto con questo problema ogni volta che soffia maestrale, per rendercene conto basta guardare le nostre auto o il bucato steso ad asciugare: siamo stufi». Paringianu, piccola frazione di Portoscuso a due passi dal polo industriale e dal bacino dei fanghi rossi, è sul piede di guerra. Qualche giorno fa gli abitanti hanno dovuto fare i conti con il polverone in arrivo dal bacino.
LA PROTESTA «E non è mica la prima volta - dice Marcello Lusci - venti giorni fa è successa la stessa cosa. Se ne parla quando succede e poi siamo di nuovo alle prese con gli stessi problemi, tutte le volte che soffia maestrale. Ci sentiamo trascurati dalle istituzioni, come se il problema non esistesse, intanto respiriamo chissà cosa: di noi non si interessa nessuno». Mercoledì la polvere la faceva da padrone, eccome, e i cittadini sono sempre più esasperati. Sull'episodio, solo l'ultimo di una lunghissima serie, è stata presentata una denuncia: Angelo Cremone, consigliere comunale di opposizione, ha chiesto che vengano individuati i responsabili. Il problema è che, da quando il bacino è sotto sequestro, le irrigazioni che prima si facevano regolarmente per impedire alla polvere di disperdersi nell'ambiente, non si fanno più. Secondo alcuni l'input dovrebbe arrivare dal Ministero dell'Ambiente, secondo altri dovrebbe essere il Comune, in quanto custode giudiziario, a provvedere.
L'APPELLO «Disoccupati e inquinati, è intollerabile - dice Franco Pinna - in certe giornate il bucato non si può stendere, oppure bisogna rilavarlo. Lo strato di polvere si deposita dappertutto, è ora che tutti a cominciare dall'amministrazione comunale, si facciano carico di questo problema. Certo, mi viene in mente anche che il Consorzio ha dato l'autorizzazione di tagliare numerosi eucaliptus piantati più di vent'anni fa proprio per fermare la polvere in arrivo da Portovesme».
LE SOLUZIONI Mercoledì, per attenuare la tempesta di polvere, il Comune ha organizzato attraverso dei mezzi l'irrigazione dell'area del bacino. «Ma serve una soluzione definitiva, non possiamo di certo andare avanti così - dice Aurelio Maccioni - quella polvere dispersa nell'aria noi la respiriamo e non è una boccata di aria fresca». Molti fanno appello alle “barriere verdi”: «Gli alberi che sono stati tagliati all'ingresso del paese servivano proprio per frenare l'arrivo delle polveri», osserva Bruno Calabrò, guardia venatoria di Portoscuso. Ieri in commissione Ambiente in Provincia Angelo Cremone ha chiesto l'audizione dell'assessore all'Ambiente sul caso-polvere rossa.

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