Rassegna Stampa
Testata: La Nuova Sardegna
Si.Nonucle ancora in pista: «Un altro Sì per sbarrare la porta alle centrali»
05/06/2011
autore: Bettina Camedda
IL REFERENDUM DEL 12 E 13 GIUGNO
CAGLIARI. È arrivata la guida rapida al referendum. Un’idea del Comitato Si.Nonucle che ieri davanti alla sede del Consiglio regionale ha distribuito un volantino con le indicazioni di voto. In attesa del referendum abrogativo nazionale del 12 e 13 giugno su nucleare, acqua pubblica e legittimo impedimento, prosegue la campagna del Comitato, con in testa il leader di Sni Bustianu Cumpostu.
Il Comitato riparte dal grande successo di maggio, quando i sardi votarono compatti contro il nucleare al referendum consultivo. Una manifestazione della volontà popolare netta e resa possibile dall’impegno di Bustianu Cumpostu, che nei mesi precedenti aveva promosso la raccolta di firme, necessaria per poter dare vita alla consultazione.
Ora, in vista del referendum abrogativo, l’invito è lo stesso: Si.Nonucle chiede ai sardi a tenere fede al loro impegno civile e a sbarrare ancora una volta la casella del Sì. «Da settembre ci siamo attivati per informare i sardi sul problema del nucleare e delle scorie radioattive al di là degli schieramenti politici - spiega Bustianu Compostu, leader di Sardigna Natzione -. Abbiamo già raggiunto un risultato importante perché l’intero popolo sardo si è pronunciato contro le centrali nucleari e i siti di stoccaggio. Oggi la Sardegna è un modello per tutto il Paese, ma non basta. Ecco perché continueremo a girare le piazze per informare ed invitare anche gli elettori del centrodestra, che ora si trovano in difficoltà, a pronunciarsi sul nucleare, sull’acqua pubblica e sul legittimo impedimento». Su quest’ultimo quesito, che riguarda il presidente del Consiglio e i ministri, il Comitato ha preferito dare solo un’indicazione: «Io voterò si contro il legittimo impedimento perché tutti i cittadini devono essere uguali di fronte alla legge - prosegue Compostu - ma ognuno è libero di scegliere cosa votare». La conferma che a Si.Nonucle non interessa scendere nella diatriba politica. Eppure è stato proprio il referendum sul nucleare a far discutere diventando territorio di scontro politico: almeno fino a qualche giorno fa quando la Corte di Cassazione si è pronunciata a favore dell’introduzione del quesito sul nucleare. «Non dobbiamo farci ingannare, dobbiamo andare a votare contro ogni forma di servitù. Ci aspettiamo che si riconfermino gli stessi risultati nonostante - sottolinea Claudia Zuncheddu, consigliere regionale e e membro del Comitato - il governo italiano abbia creato tanta confusione funzionale al progetto di far saltare tutto: ricordiamo che l’onorevole Berlusconi ha dichiarato di voler sospendere il nucleare in Sardegna ma ha aggiunto che ne avrebbe riparlato a breve». Il Comitato del Sì contro il nucleare rilancia la sfida al popolo sardo e annuncia: «Il nostro dissenso al nucleare è solo l’inizio della battaglia che porteremo avanti per abbattere tutte le servitù che ci hanno imposto e che continuano ad imporci». L’ultima? I radar.
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