Rassegna Stampa
Testata: La Nuova Sardegna

Chimica verde, l’attacco di Rudas

04/06/2011

autore: GIANNI BAZZONI

La replica del presidente della Provincia: «Dica da che parte sta»

SASSARI. I lavoratori della Vinyls saranno ricevuti martedì mattina, alle 10, al Quirinale, dal presidente della Repubblica Giorgio Napoletano. E il giorno seguente, alle 16, il sindacato dei chimici di Cgil, Cisl e Uil ha convocato una conferenza stampa alla torre aragonese alla quale parteciperà anche il presidente del Parco dell’Asinara Pasqualino Federici.
 E in attesa di capire come si concluderà la lunga vertenza Vinyls (comunque non può essere slegata dalle nuove iniziative nell’ambito del petrolchimico di Porto Torres) - l’aggiudicazione secondo il bando internazionale dovrebbe essere definita proprio entro lunedì - tiene banco il confronto sul progetto della chimica verde.
 E lunedì mattina, alle 10, nella sala Angioy della Provincia, è previsto un incontro nel corso del quale il presidente Alessandra Giudici e i sindaci Gianfranco Ganau, Beniamino Scarpa e Marco Tedde spiegheranno le ragioni che li hanno portati a sottoscrivere - d’intesa con la Regione - il protocollo d’intesa proposto da Eni-Novamont e dal ministero dello Sviluppo economico.
 Ieri, intanto, il segretario della Cgil Antonio Rudas - una delle poche voci fuori dal coro - ha scritto al segretario nazionale del Partito democratico Pierluigi Bersani, al responsabile Economico nazionale del Pd Stefano Fassina, al segretario regionale del partito Silvio Lai e al capogruppo in consiglio regionale Mario Bruno. In sostanza Antonio Rudas, chiede un intervento che serva a scongiurare la chiusura del cracking nel polo petrolchimico (prevista per la fine di giugno) e, allo stesso tempo, a mantenere gli impegni per la continuità occupazionale dei lavoratori.
 Il segretario della Cgil chiede «il ritiro delle firme sul Protocollo d’intesa di fine maggio, stipulato grazie alla irresponsabilità del presidente della Regione Ugo Cappellacci che, in assenza di un vero piano industriale e di garanzie, ha accettato uno scambio iniquo».
 E a Rudas, ieri sera, ha replicato il presidente della Provincia Alessandra Giudici, con una lettera che è stata inviata anche al segretario nazionale della Cgil Susanna Camusso, a quelli dei chimici nazionale, regionale e territoriale Alberto Morselli, Giacomo Migheli e Massimiliano Muretti, al segretario della Cgil sarda Enzo Costa.
 «Appare ormai del tutto strumentale - afferma Alessandra Giudici - che l’unico obiettivo che Rudas si pone è quello di non assumersi le responsabilità connesse al ruolo che ricopre e di proporsi, sempre e comunque, come voce isolata fuori dal coro. Un modo semplice di non prendere mai decisioni e riservarsi così un perenne diritto di critica nei confronti di chi, non certo a cuor leggero nè senza perplessità, fa la sua parte anche quando è rischioso».
 Secondo il presidente della Provincia «l’incoscienza dei comportamenti e le continue sparate del segretario territoriale della Cgil non possono avere altra spiegazione, non essendo riconducibili a una lucida e serena strategia adottata al fine di ottenere, anche da questa delicata partita, i migliori risultati per i lavoratori. Così come dovrebbe, invece, essere negli obiettivi di una organizzazione sindacale responsabile e consapevole del proprio ruolo sociale, come la Cgil nazionale, quella sarda e i rappresentanti dei chimici a tutti i livelli hanno dimostrato di essere anche in questa circostanza, dando il proprio assenso alla sottoscrizione del Protocollo avvenuto il 26 maggio».
 La Giudici difende l’accordo e sottolinea che «quella firma è in piena coerenza con quanto concordato con tutti gli attori istituzionali, economici e sociali dell’Area di crisi, perfettamente in linea con quanto condiviso all’interno delle amministrazioni del territorio. L’ennesimo tentativo di disimpegno da parte del segretario Rudas rappresenta, al contrario, una nuova, inattesa e incomprensibile retromarcia che pone la Cgil territoriale in una posizione di contrasto, non tanto con gli Enti locali ma con le altre forze sindacali e i vertici regionali e nazionali della stessa organizzazione di cui Rudas è esponente».
 Il presidente della Provincia, comunque, apre al confronto: «Antonio Rudas dimostri con i fatti di credere alla chimica verde (come ha affermato di recente), di saper fare l’interesse del territorio, anche quando si tratta di venire a patti e non barricarsi su posizioni insostenibili e di credere nel valore dell’unità che risulta costantemente minacciata dalle sue sortite».
 Ora si tratta di capire se una ricomposizione è ancora possibile, specie se l’obiettivo finale di tutti è quello di arrivare, comunque, a un rilancio dell’area industriale di Porto Torres, altrimenti destinata a uno smantellamento senza prospettive.
 «Dare speranze ai progetti per uno sviluppo locale sostenibile - questa la posizione di Provincia e Comuni - per tutelare i lavoratori dinnanzi al rischio che il principale sito industriale del nord-ovest della Sardegna chiuda per sempre i battenti, compromettendo la situazione economica e occupazionale di tutta l’area già gravemente compromessa»

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