Rassegna Stampa
Testata: La Nuova Sardegna

No radar, la protesta degli under 30

04/06/2011

autore: CARLO FLORIS

Sant’Antioco, molti giovani nel presidio permanente a Su Semaforu e la solidarietà degli abitanti della città lagunare è sempre alta

SANT’ANTIOCO.
Arrivano da Sant’Antioco ma anche da altri centri della provincia. E c’è anche chi viene dal nord della Sardegna. Sono i ragazzi che si alternano nel presidio sotto il colle di Su Semafuru dove dovrebbe essere installato un radar che non piace alla maggior parte degli abitanti del paese e non solo. La protesta contro il radar continua anche in altre zone dell’isola.
 «Ci diamo il turno - dice Stefano, un ragazzo che arriva da Sant’Anna Arresi - - siamo sempre una decina e la presenza dipende dagli impegni di lavoro. Abbiamo ricevuto molta solidarietà dagli abitanti di Sant’Antioco: chi ci ha procurato la legna per fare il fuoco, chi ci ha fonito cibo e chi ci aiuta comunque a tirare avanti. Certo non sarà facile far cambiare idea alla Guardia di Finanza e a chi ha già deciso che questo è il luogo adatto ma non possiamo arrenderci a questa idea». Così la mobilitazione continua e tra quindici giorni sullo stesso colle si terrà un’altra manifestazione, stavolta di carattere culturale con pittori, scultori e artisti di ogni genere che produrranno le loro opere per sostenere l’attività dei ragazzi che attestano l’opposizione netta al progetto.
 «Nei giorni scorsi - aggiunge Carla, una delle ragazze che partecipano al presidio no radar - è venuto anche un tecnico della Guardia di Finanza a spiegare che il radar non è dannoso più di un telefono cellulare per la salute umana. Noi però abbiamo altre informazioni. Certo sarebbe stato meglio se prima di prendere questa decisione avessero avviato un confronto, con l’ausilio anche di tecnici indipendenti, per spiegare alla popolazione gli scopi e le problematiche connesse con l’installazione. Ma si fa un gran parlare di democrazia e poi, quando si arriva al dunque, è il potere dello Stato e le sue motivazioni che pesano più della volontà dei cittadini che abitano i posti dove devono essere realizzate queste opere. Tutto si fa in gran segreto e poi magari si meravigliano quando la popolazione reagisce negativamente». In ogni caso la mobilitazione non si interrompe, come il sostegno al comitato no radar

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