Rassegna Stampa
Testata: La Nuova Sardegna

No alla privatizzazione dell’acqua

04/06/2011

autore: FRANCESCO CARTA

Fluminimaggiore, la gente difende la gestione comunale del settore e pensa di utilizzare nel migliore dei modi l’istituto del referendum

FLUMINIMAGGIORE. C’è fermento, in attesa del voto sulla privatizzazione dell’acqua. La popolazione ha paura che prima o poi la risorsa idrica locali finisca in mano dell’azienda che gestisce le risorse idriche in Sardegna. Tutto per poi darla a qualche privato.
 Quello che si legge e si sente nei vari telegiornali preoccupa i fluminesi, che temono di perdere quello che eitengono un loro patrimonio e che in ogni caso stanno pensando di utilizzare l’istituto del referendum per ribadire la loro posizione.
 In piazza comunque le posizioni sono nette e convergono tutte su un unico punto: no alla privatizzazione. «Abbiamo fatto bene a difendere la gestione comunale dell’acque - hanno dichiarato alcuni pensionati - oltre ad una trasparente ed equa tariffa, abbiamo mantenuto la gestione in mano pubblica. Il comune è garanzia che non potranno mai esserci le speculazioni che vogliono introdurre per legge». Poco lontano un paio di operai ribadiscono che «l’acqua è un bene del paese e guai a chi ce lo tocca». Insomma, pare di capire che i fluminesi voteranno si ai referendum sulla risorsa idrica. Anche se non c’è ancora nessun movimento ufficiale sono già comparsi i manifesti della propaganda elettorale. «Se verranno riconfermate le percentuali del referendum sul nucleare - hanno proseguito - sarà un voto che confermerà la volontà del paese a mantenere la gestione così com’è, e quasi sicuramente ci sarà ancora una volta anche il sì per dire no alle centrali nucleari». La gestione comunale ha garantito un servizio puntuale ai cittadini, non ci sono state le impennate delle tariffe e i disservizi che in altri comuni hanno più volte fatto gridare allo scandalo. I componenti del comitato, pur in assenza di momenti assembleari, hanno garantito l’impegno per pubblicizzare i referendum e per mantenere alto il controllo sulla situazione che sta evolvendo nel silenzio. «Il paese è attento e sa scegliere - è stata la risposta comune a tutti i fluminesi -, quando si tratta di decidere sul futuro e sulle imposizioni, abbiamo sempre detto no. Per garantire il rispetto delle regole ed evitare in ogni caso le ingiustizie»

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