Rassegna Stampa
Testata: La Nuova Sardegna

L’allarme fanghi rossi: il sindacato annuncia la ripresa delle protesta

04/06/2011

autore: ERMINIO ARIU

PORTOSCUSO. Il vento e la polvere rossa sono svanite ma non le polemiche sulla gestione del bacino dei fanghi rossi. Perchè se ci sarà il dissequestro non si potrà fare nulla di concreto. Eurallumina cerca di rimediare come può spargendo acqua nelle strade ma non basta.
 Ma l’episodio di mercoledi ha riportato alla luce lo scaricabarile sulle responsabilità della gestione dell’impianto di contenimento degli scarti di lavorazione della bauxite. Anche perchè non sembra facile intervenire con mezzi adeguati perché la competenza sul rilascio delle autorizzazioni spetta al ministero dell’ambiente nella persona di Marco Lupo e del magistrato che ha posto i sigilli al bacino. Nessuno è autorizzato a mettere piede nell’area off limits tranne un tecnico del comune. Indiscrezioni confermano che Eurallumina avrebbe proposto di attivare l’impianto di pompaggio di acqua di mare per allagare il bacino e produrre una coltre di fango. I due soggetti interessati (ministero e magistrato) hanno detto no perchè l’acqua di mare nelle condotte, avrebbe prodotto nuovo fango e altro inquinamento. Gli esperti hanno sghignazzato perché il misto argilla-acqua marina ha le stesse caratteristiche del materiale che l’Eurallumina ha pompato per decenni.
 Portoscuso, Paringianu, Matzaccara e San Giovanni Suergiu ora vivono nell’incubo che ritorni il maestrale. Per due giorni l’Eurallumina sta innaffiando le strade della zona e in Municipio si lavora per trovare una soluzione per evitare che il fenomeno si ripeta. E c’è preoccupazione anche a livello sindacale. L’assemblea dei lavoratori Eurallumina e delle imprese di appalto ha invitato l’azienda a presentare l’istanza di dissequestro del vecchio bacino mentre la Rsu di fabbrica ha deciso di chiedere un incontro al responsabile delle risorse umane. Dalla direzione è arrivata la conferma che nei tempi pattuiti sarà depositata la perizia tecnica ai legali dell’azienda per richiedere, al magistrato, l’annullamento del provvedimento di dissequestro. «La richiesta - si legge in un comunicato - doveva essere inoltrata entro maggio. Ora occorre stringere i tempi delle pratiche sia per il vecchio che per il nuovo bacino. Siamo anche in attesa della costituzione della nuova società per la gestione della caldaia». Il 14 giugno ci sarà un incontro in Regione ma da lunedì i cancelli saranno presidiati di nuovo.

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