Rassegna Stampa
Testata: La Nuova Sardegna

Malfatano: ricorso ecologista

04/06/2011

IL PIANO SITAS Esposto anche in Procura
«Illegittima la variante approvata dal comune»

CAGLIARI. Non è legittimamente possibile spostare volumetrie dai comparti non autorizzati definitivamente o dove siano state ritrovate testimonianze archeologiche che rendono incompatibile l’edificazione ovvero effettuare mutamenti di tipologie edilizie o di destinazione d’uso di volumetrie: lo sostengono il Gruppo di Intervento giuridico e gli Amici della Terra in un ricorso inoltrato al comune di Teulada che riguarda la delibera del consiglio comunale con cui è stata adottata la variante del piano di lottizzazione della Sitas, a Tuerredda e a Malfatano «che prevede modificazioni plano-altimetriche dei fabbricati e modifica delle tipologie edilizie». La Sitas è impegnata a realizzare un investimento immobiliare da oltre 140 mila metri cubi. Il ricorso firmato da Stefano Deliperi è stato inviato a tutte le autorità coinvolte nel meccanismo delle autorizzazioni e anche alla Procura della Repubblica, che indaga da tempo sulla regolarità dell’operazione immobiliare-turistica contestatissima dagli ambientalisti.
 Secondo Deliperi «la variante dell’originario impianto edificatorio approvato negli anni 2000-2001 è illegittima perchè le disposizioni del piano paesaggistico regionale non consentirebbero la realizzazione del progetto» e la deroga concessa dal Ppr ai comuni dotati di piano urbanistico alla data di approvazione dello strumento non può essere estesa alle varianti. In sostanza: il via libera regionale era riferito al progetto originario ma non alle modifiche apportate dalla Sitas in base alle nuove esigenze e alla situazione riscontrata nell’area. Secondo Deliperi alla luce delle norme «decine di migliaia di metri cubi non sono più realizzabili».

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