Rassegna Stampa
Testata: La Nuova Sardegna
Rai, ultimo avviso di Agcom
04/06/2011
autore: MARIA BERLINGUER
Finora troppo poca l’informazione sulla consultazione del 12-13 giugno
L’Autorità garante minaccia nuove sanzioni all’azienda
ROMA. Ultimo avviso dell’Agcom alla Rai sui referendum. Se l’azienda non assicurerà da subito adeguati spazi e nelle ore di maggior ascolto all’informazione sui quattro quesiti referendari, l’Autorità garante per le comunicazioni farà scattare le sanzioni previste.
A nove giorni dalla consultazione dei cittadini l’Agcom, che già aveva sollecitato la Rai sui referendum, ha giudicato largamente insufficiente l’informazione fornita finora agli utenti del servizio pubblico. L’ordine dell’autorità sulle telecomunicazioni prevede da oggi l’informazione giornaliera dei messaggi autogestiti su tutte e tre le reti generaliste assicurando, a rotazione, la collocazione nelle fasce di maggior ascolto, la diffusione delle tribune elettorali su Raiuno, Raidue e Raitre assicurando, ancora a rotazione, almeno su una rete al giorno la loro messa in onda nella fascia di maggior ascolto, la prima serata. L’Autorità ha richiamato anche i telegiornali, perchè dedichino ai temi oggetto dei referendum adeguati spazi nei notiziari di maggior ascolto.
Martedì la commissione servizi e prodotti di Agcom tornerà a riunirsi per verificare se Rai ha ottemperato l’ordine, altrimenti scatteranno le multe.
L’Agcom ha rivolto un invito anche alle emittenti private nazionali perchè assicurino «la più ampia informazione sui referendum» e ha sollecitato i comitati referendari a completare entro lunedì tutti gli adempimenti necessari per la trasmissione dei messaggi autogestiti gratuiti sulle emittenti locali.
In serata, dopo l’appello dell’associazione di telespettatori cattolici della Aiart che ha sottolineato che a pagare le sanzioni sarebbero ancora una volta gli utenti, la Rai si è affrettata a comunicare il calendario delle Tribune e degli spazi autogestiti che cominceranno questa sera.
Ieri a viale Mazzini c’è stato un sit in di protesta dei comitati promotori dei referendum. «Il nostro è un urlo disperato perchè mai come in un referendum il tempo corre veloce, c’è ancora il tempo di recuperare con trasmissioni messe però in orari strategici», spiega Vincenzo Vita del Pd. Stefano Pedica, dell’Italia dei Valori, denuncia il «silenzio assordante» che le tv stanno dedicando all’evento. «Perchè dobbiamo protestare per avere quello che è un nostro diritto? Il silenzio in questo caso è un messaggio mafioso», attacca Pedica.
«E’ grave che l’Agcom rilevi una perdurante inadeguatezza della Rai per quanto riguarda il rispetto della par condicio per i referendum, dopo i richiami e le sanzioni già comminate al servizio pubblico per le elezioni amministrative», rincara Roberto Rao, capogruppo Udc in Vigilanza
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