Rassegna Stampa
Testata: La Nuova Sardegna

Il magistrato all’arsenale, scattano le nuove ricerche di rifiuti tossici nascosti

03/06/2011

autore: Giampiero Cocco

LA SECONDA INCHIESTA SULLE BONIFICHE MANCATE
Il Noe e la Marina stanno per iniziare la mappatura completa dei fondali

LA MADDALENA. Alle dieci del mattino di ieri, dai moli di Cala Gavetta, ha mollato gli ormeggi una motovedetta della Guardia Costiera.
A bordo c'era il sostituto procuratore della Repubblica Riccardo Rossi che, accompagnato dagli investigatori, ha navigato a vista verso le acque dove sono state affondate e nascoste, per due anni, migliaia di tonnellate di detriti e veleni.
L'imbarcazione è entrata nello specchio di mare dell'ex arsenale (interdetto alla navigazione), ha costeggiato l'hotel a 5 stelle gestito dalla Mita Resort - ieri desolatamente vuoto - e si è diretta verso il largo, tra La Maddalena e Caprera.
Una visione d'insieme, da parte del magistrato inquirente. Dei luoghi dove tra pochi giorni avrà inizio una nuova e più approfondita mappatura dei fondali.
Un lavoro sottomarino che, stando alle prime indicazioni, terrà impegnate per diverse settimane le due squadre di sommozzatori (del Noe e della Marina Militare) incaricate di "filmare" i fondali attorno all'ex arsenale, e ancora più al largo.
La scoperta di nuovi "giacimenti" di rifiuti finora sconosciuti ha mandato in fibrillazione il dipartimento della Protezione civile e il ministero dell'Ambiente, e fatto aprire un secondo fronte di indagini alla procura della Repubblica di Tempio, che ora vuole vederci chiaro sulla reale portata della bonifica ambientale attuata alla Maddalena in occasione dei lavori per il mancato G8.
Un accertamento, questo, che interessa sotto il profilo economico-finanziario e dei costi anche i magistrati della Corte dei Conti, i quali attendono l'esito ormai imminente delle complesse indagini affidate ai carabinieri del Noe, all'Arpa e all'Ispra Sardegna e ad uno stuolo di periti.
Alla stessa ora, ieri mattina, lo sventolio di mille bandierine tricolori in piazza Comando, le penne nere degli ex alpini della «Brigata Julia», le candide divise dei marinai e la banda musicale che intonava l'inno nazionale e i motivi risorgimentali hanno riportato alla mente dei maddalenini il loro passato militare.
Ieri era la festa della Repubblica e l'anniversario della morte di Giuseppe Garibaldi, eventi che hanno riportato per poche ore l'isola ai fasti di un tempo. All'opulento passato con le stellette (italiane e Usa) che ha lasciato il posto ad un futuro incerto. Il tutto in un presente vissuto con angoscia dai «cassintegrati del turismo» i quali confidano, ormai apertamente, nella ventilata installazione della nuova base navale Nato, dopo il calcio ricevuto dal fallimentare rilancio socio-economico svanito nel mancato G8.
«Questa è diventata l'isola dei disperati - dice un ristoratore che conta sulle dita di una mano i clienti -. Il caro traghetti, la flotta sarda che non decolla, il mancato G8, le inchieste della magistratura e le scorie lasciate nell'isola dalla struttura di missione non fanno bene al turismo. Magari tornassero per davvero i militari», afferma con convinzione.

Chiavi di questa notizia: Maddalena