Rassegna Stampa
Testata: La Nuova Sardegna

Dai fanghi rossi una nube soffocante

02/06/2011

autore: ERMINIO ARIU

Eurallumina, bacino in abbandono: il vento solleva tonnellate di polvere

PORTOSCUSO. La pazienza degli abitanti di Portoscuso e della frazione di Paringianu è al limite: il bacino dei fanghi rossi dell’Eurallumina continua a essere un’insidia per la salute di chi vive sotto vento. Ieri mattina i due centri sono stati nuovamente avvolti dall’impalpabile polvere rossa.
 Polvere che il maestrale distribuiva sulle case e sulla pelle delle persone in transito lungo la Provinciale. «Sembrava di essere nella Pianura Padana in una giornata di nebbia - racconta Oriano Melis -. Una spessa coltre di polvere ha limitato per ore la visibilità e l’aria è diventata irrespirabile. Quella nube tossica arrivava a Matzaccara e a San Giovanni Suergiu».
 In allerta tutto il paese. La gestione e la competenza sul bacino dei fanghi rossi, dopo il sequestro giudiziario disposto dalla Procura di Cagliari, è passato dall’Eurallumina al ministero dell’Ambiente che sembra aver declinato ogni incarico. La gravità della situazione ha indotto il consigliere comunale Angelo Cremone a inoltrare una denuncia alla Procura della Repubblica ravvisando «il reato di attentato alla salute pubblica».
 «Non è accettabile - commenta Cremone - che questo bacino sia in stato di completo abbandono. L’aumento della temperatura di questi giorni ha trasformato il fango della superficie in polvere sottile che gli abitanti di Paringianu e di Matzaccara stanno ingoiando. Nessuno interviene».
 Non sono mancati i sopralluoghi dei carabinieri, della guardia forestale e dei tecnici del Comune di Portoscuso, ma nessuno è stato in grado di intervenire perché tutta l’area risulta interdetta. «Siamo all’assurdo - interviene Giorgio Alimonda consigliere comunale -, qui si sta ponendo in seria discussione la salute di parecchie centinaia di persone e soprattutto dei bambini. La polvere rossa sta contaminando terreni, case, giardini. Il sindaco deve intervenire per trovare immediatamente una soluzione».
 In municipio si sta cercando di trovare un rimedio, ma l’enorme estensione del bacino ha reso inutile il tentativo di inumidire la crosta rossa per trasformarla in poltiglia: un’autobotte ha irrigato qualche centinaio di metri quadri di terreno, ma il vento ha annullato immediatamente gli effetti dell’acqua.
 L’Eurallumina, che in passato riusciva a limitare questo genere di fenomeno, non dispone neppure del permesso d’accesso. Quell’area è interdetta a tutti.
 «La gravità della situazione - precisa Mario Crò, segretario della Uil del Sulcis Iglesiente - impone un intervento urgente e imponente. Eurallumina deve chiedere il dissequestro dell’area dove sono allocati i residui della lavorazione della bauxite e riavviare l’impianto di irrigazione».

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