Rassegna Stampa
Testata: La Nuova Sardegna
Al via i controlli negli allevamenti di Quirra
02/06/2011
autore: VALERIA GIANOGLIO
Latte, 1800 litri inviati ai laboratori di Roma e Torino. Ora il bestiame
PERDASDEFOGU. Milleottocento litri di latte sono già stati prelevati e spediti all’istituto di sanità a Roma e allo Zooprofilattico di Torino. Da lunedì, invece, toccherà al bestiame. Verrà «sacrificato» e macellato almeno un animale per ognuno dei 35 allevamenti dal poligono di Quirra fino a Talana.
Verranno prelevati anche l’acqua, il fieno, sei forme di formaggio per ciascuno degli ovili interessati, e persino un esemplare degli arbusti che tanto piacciono alle capre dell’altopiano. Ci vorranno due mesi di prelievi, altri tre di analisi, due squadre di veterinari che se ne occuperanno a tempo pieno, e 500mila euro che la Regione ha già tirato fuori come promesso, ma alla fine, i pastori di Quirra potranno a buon diritto affermare di essere i più controllati dell’intero Stivale. È il primo e tangibile effetto, seppur indiretto, del sequestro preventivo del poligono disposto dal gip di Lanusei, Paola Murru, su richiesta del procuratore Domenico Fiordalisi.
Alcune settimane fa, infatti, a Perdasdefogu, nel corso di un’assemblea tra Regione, pastori e Coldiretti - la prima seduta del tavolo di crisi - era emersa, da parte di tutti, una smisurata voglia di chiarezza e di certezze scientifiche. Gli stessi allevatori, insomma, avevano chiesto alla Regione di capire, finalmente, se il loro bestiame fosse o meno a rischio o vittima di qualche strano male. «Vogliamo certezze, non ipotesi - avevano ribadito - perché così non si può andare avanti, stiamo mandando in fumo tutto il nostro lavoro. Nessuno vuole più la nostra carne e il nostro latte. Ma noi siamo certi che sia assolutamente sana». La Regione, con l’assessore alla Sanità, Antonello Liori, aveva promesso l’avvio di un’analisi a tappeto sul bestiame. Qualche giorno fa l’intera operazione è stata pianificata nel dettaglio e spiegata agli stessi allevatori nel corso di un incontro nella sala consiliare del municipio di Perdasdefogu. Presenti, oltre agli allevatori, i veterinari dell’Asl di Lanusei, che eseguiranno i prelievi, e i vertici provinciali della Coldiretti che sin dall’inizio della vicenda ha seguito la vicenda con il presidente regionale Luca Saba, il presidente e il direttore provinciale, Aldo Manunta e Vincenzo Cannas.
L’operazione è stata progettata sin nei minimi dettagli. Gli allevamenti interessati, nella sola zona di competenza dell’Asl di Lanusei - un’altra parte, infatti, dipenderà dall’Asl di Cagliari - sono 35. Metà di questi sono dentro il territorio del poligono, metà sono confinanti o molto al di là dei suoi limiti. Le analisi, infatti, riguarderanno anche ovili piuttosto lontani da Perdasdefogu. Per consentire un raffronto tra diverse zone si arriverà a Talana e alle punte del Gennargentu. Da lunedì, gli esperti dell’Asl si presenteranno negli ovili secondo un calendario prestabilito.
Da ognuno dei 35 allevamenti preleveranno un animale, sei forme di formaggio da almeno due chili l’una, venti litri di acqua, sia quella dell’abbeveratoio, sia quella dei fiumi vicini. Da ognuno degli allevamenti, inoltre, verranno prelevati anche arbusti e fieno naturale. Una lista della spesa piuttosto nutrita, che dovrebbe consentire nell’arco di qualche mese di avere un’analisi approfondita come non mai. Nel solo mattatoio di Perdasdefogu verranno macellati 56 animali, tutti di età superiore ai tre anni.
Una volta macellati, ne verranno divise le ossa, la carne, i tessuti, e prelevati quattro campioni per ciascun esemplare. Uno verrà inviato all’Istituto zooprofilattico di Torino, uno all’istituto superiore di sanità di Roma, uno alla Asl di competenza, uno, infine, rimarrà al pastore come prova. Gli stessi pastori, prima di cedere l’animale da sacrificare, verranno intervistati sulle loro abitudini di lavoro e sul tipo di mangime utilizzato. Gli esperti con la Coldiretti hanno già fatto i conti: per rifonderli della cessione di questi animali la Regione dovrà tirar fuori, in totale, 40mila euro. Il piano, nel complesso, ne costa 500mila.
«Gli allevatori stanno collaborando e dimostrando un grande esempio di civiltà anche in questa fase - dicono Aldo Manunta e Vincenzo Cannas, della Coldiretti - speriamo di poter continuare ad affrontare l’emergenza con lo spirito di collaborazione che ci ha sempre contraddistinto finora». Intanto la Coldiretti ricorda l’assemblea prevista sabato per il secondo tavolo operativo su Quirra che si terrà al Comune di Villaputzu con Cappellacci. Si discuterà anche degli indennizzi. «Non vogliamo abbassare la guardia fino a che la vicenda non sarà risolta», aggiungono Aldo Manunta e Vincenzo Cannas.
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