Rassegna Stampa
Testata: La Nuova Sardegna
Rifiuti, il comitato punta sul riciclo
01/06/2011
autore: TITO GIUSEPPE TOLA
Presentato un nuovo progetto per Tossilo alternativo all’inceneritore
Nasce anche il movimento per coordinare le attività di tutta l’isola
MACOMER. Il comitato “Non bruciamoci il futuro” cresce e presenta il progetto per la realizzazione di un centro del riciclo a Tossilo, alternativo all’inceneritore. Il comitato si propone come soggetto politico nel confronto con la Regione e gli enti interessati al problema.
Non solo movimento di lotta contro la realizzazione di un nuovo impianto di incenerimento, dunque, ma soggetto aperto al confronto che si farà carico di coordinare gli gli altri movimenti che in Sardegna si oppongono alle discariche, agli inceneritori e a tutti gli impianti che producono energia bruciando rifiuti o biomasse. I movimenti nati a Olbia, Tempio e Buddusò sono in contatto col comitato di Macomer. Altri hanno avviato contatti e presto si darà vita a un coordinamento. Il progetto alternativo e le ultime novità sono stati illustrati ieri nel corso di una conferenza stampa. Il comitato ha predisposto un dossier contenente dati e informazioni raccolti in un anno di attività, a partire dal numero degli aderenti, 1700 cittadini che hanno firmato contro la realizzazione di un nuovo impianto di incenerimento. «Altri chiedono di farne parte - ha detto Franca Battelli -, e a livello regionale sono stati avviati rapporti con altri comitati. Abbiamo avviato incontri con la Provincia di Nuoro e presto chiederemo di incontrare quella del Medio Campidano. Poi incontreremo la Regione. Chiederemo la dismissione degli inceneritori per puntare sul riciclo dei rifiuti, che sono materie prime e ricchezza».
La proposta alternativa all’incenerimento sarà presentata alla città con un dossier che è la sintesi di un piano industriale per la realizzazione di un centro di riciclo integrale, una fabbrica che tratterà tutti i tipi di rifiuti, compresa la frazione indifferenziata che sfugge alla raccolta e quella dei comuni meno virtuosi. «Questa - ha detto Mauro Aresu - è la strada da intraprendere per uscire dall’esperienza dell’incenerimento e gestire i nostri rifiuti come una ricchezza, una possibilità concreta per una rinascita ambientale ed economica del nostro territorio». L’impianto proposto dal comitato costerà 7 milioni di euro ed è realizzabile in un anno, contro i 50 milioni dell’inceneritore da realizzare in cinque anni. L’Ue finanzia il 60 per cento del costo. Il centro riciclo occuperà 112 addetti, più quelli della raccolta differenziata, a fronte del 14 addetti necessari per l’inceneritore. Il comitato spiega che i residui del riciclo integrale sono il 5 per cento del totale lavorato, mentre l’inceneritore avrà il 25 per cento di residui più il 3% del totale incenerito. «Bisogna però fare in fretta - ha detto Carlo Piana -, o rischiamo di perdere il treno».
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