Rassegna Stampa
Testata: La Nuova Sardegna
«Spostate il ripetitore dal centro di Cannigione»
31/05/2011
Una donna scrive alla Procura contro una compagnia telefonica. «Ho paura per la salute»
CANNIGIONE. Chiede che il ripetitore telefonico nel cuore della frazione venga spento o spostato al più presto. Lucia Scampuddu, arzachenese, invita la Procura della Repubblica di Tempio a intervenire. E a sostegno della sua richiesta solleva problemi per la salute delle persone. Prima di rivolgersi ai giudici la donna, residente sul lungomare del borgo turistico, aveva bussato alle porte del Comune, dell’Agenzia regionale per l’ambiente, della Asl, della Polizia locale, della Capitaneria di porto. In una lettera intestata a tutti loro aveva elencato le sue lamentele. «Da diverso tempo esiste questo ripetitore al centro di Cannigione, proprio al porto, a pochissimi metri dalle case - spiega nella nota la Scampuddu -. Ho ragione di credere che la sua presenza possa essere pericolosa per la salute. Sono stati fatti diversi sopralluoghi sul posto, ma a oggi nulla è successo. Tutti sanno che queste strutture telefoniche possono generare inquinamento elettromagnetico. Per questo motivo chiediamo che vengano eseguiti dei controlli e dei rilievi sul grado di salubrità dell’aria. E che venga spostata in una zona lontana dal centro abitato. Magari sarà solo una coincidenza, ma nella zona proprio sotto il ripetitore, si è già verificato il decesso di una persona per leucemia. Per restare in tema di salute non posso non dire due parole sul gabbiotto in legno che è stato costruito per contenere i rifiuti delle barche in arrivo al porto. Mi viene davvero difficile credere che si possa autorizzare una struttura-discarica a una manciata di metri di distanza dalle case». Ragioni che la donna ribadisce con forza anche nella segnalazione esposto alla Procura in cui chiede anche di verificare la regolarità di alcuni edifici sul lungomare.
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