Rassegna Stampa
Testata: L'Unione Sarda

Il mare del G8 pieno di fango

29/05/2011

autore: Andrea Busia

I carabinieri parlano di amianto, inerti e metallo lasciati sul fondale
Il Noe ha scoperchiato la pentola dei dragaggi bluff

LA MADDALENA Tonnellate di fango, inerti, pannelli di amianto, carcasse e altri rifiuti sono ancora sul fondale del mare davanti alle banchine dell'ex Arsenale. Materiale pericoloso che le imprese incaricate dalla struttura di missione del G8, avevano il compito di rimuovere. I carabinieri del Noe hanno spiegato al pm Riccardo Rossi che a La Maddalena non sono state create le condizioni per procedere alle operazioni di bonifica. È la prima volta che una informativa dettagliata, frutto di nove mesi di lavoro, fornisce gli elementi per una ricostruzione coerente di quanto avvenuto a La Maddalena. Facendo chiarezza in una materia estremamente complessa dove le parole hanno un'importanza decisiva e non possono essere usate con disinvoltura. Ad esempio i termini “bonifica”, “ripristino ambientale” e “piano di caratterizzazione”. Perché l'indagine condotta dal pm Rossi, dopo il sequestro probatorio dei fondali del Molo Carbone, si gioca tutte sulla classificazione delle operazioni finanziate (oltre 30 milioni di euro) e effettuate, secondo il Noe, solo in parte.
BONIFICA E DRAGAGGI Il pubblico ministero di Tempio Riccardo Rossi aveva affidato ai carabinieri del Noe un compito impegnativo, soprattutto dal punto di vista tecnico. Il sequestro probatorio di venerdì non è l'atto più importante dell'inchiesta che ipotizza in danno erariale di milioni di euro. Adesso i fondali del mare davanti all'ex Arsenale sono off limits, ma la Procura di Tempio la sua partita la vincerà, o perderà, su un altro terreno. Quello della corretta valutazione del contenuto dei capitolati d'appalto riguardanti la riqualificazione dei fondali. Sul punto sono molto interessanti le parole di Guido Bertolaso.
DAVANTI AI DEPUTATI L'ex capo della Protezione civile nel luglio dello scorso anno, venne sentito dalla Commissione Ambiente della Camera. Bertolaso, in sostanza, si soffermò su tre concetti con i deputati. Nel mare dell'ex Arsenale, disse l'ex sottosegretario, non c'è stata alcuna bonifica, semmai interventi di: «Caratterizzazione, dragaggio, rimozione di sedimenti e asporto di materiale di qualsiasi natura». La bonifica, spiegò giustamente Bertolaso, è un altra cosa e aggiunse che: «Le concentrazioni residue di inquinanti presenti risultano compatibili con attività di tipo portuale». Tutto vero. Ma il tema è esattamente questo. Perchè la Procura di Tempio e il Noe non si occupano di false bonifiche. Per i carabinieri, i problemi nell'ex Arsenale riguardano quelle operazioni indicate da Bertolaso, ossia il dragaggio e la rimozione dei rifiuti. Ora il pm Rossi vuole conoscere quantità e qualità del materiale rimasto sul fondale. Ecco perché ha congelato la situazione in attesa delle nuove verifiche.
L'INQUINAMENTO La questione è chiara, più difficile invece trovare le risposte che i maddalenini attendono da tempo. In particolare sull'utilizzo dei fondi del G8. Il pubblico ministero Riccardo Rossi non parte da un teorema, ma sta mettendo insieme dei fatti. I rifiuti sul fondale del Molo Carbone ci sono, ora lo conferma anche il rapporto del Noe. Secondo i carabinieri non sono stati portati via, nonostante i lavori finanziati e appaltati. Il quanto e il come dei dragaggi bluff, però, devono essere ancora accertati.

Chiavi di questa notizia: Maddalena