Rassegna Stampa
Testata: La Nuova Sardegna
La Maddalena. Restano ancora da portare via 30mila tonnellate di veleni
29/05/2011
autore: Pier Giorgio Pinna
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LA MADDALENA. Bonifiche a metà. E nuove verifiche approfondite, quasi ai raggi X. Ancora una volta. È il caso di sottolinearlo perché nell’ex arsenale le ispezioni si succedono da tempo a ritmo frenetico. I militari del Noe di Sassari avrebbero richiesto atti e certificazioni - sia sullo stato dei luoghi sia sulla eliminazione dei veleni - fin dalla rovente estate 2008.
Quell’estate, che doveva preparare il G8 dell’anno successivo, di lì a qualche mese sarebbe culminata in una serie di arresti tra gli appartenenti alla cosiddetta Cricca della Ferratella. Una raccolta di prove poi intensificata, all’epoca dei lavori per il summit, soprattutto dopo le voci sulle colonne di camion partiti dall’arcipelago con rifiuti speciali nei cassoni e in parte scaricati nella Nurra nel giro vorticoso dei subappalti. In tutto, si parla di 62mila tonnellate tossiche smaltite a fronte di 30mila ancora da eliminare con la seconda fase del risanamento, un risanamento-bis spesso annunciato dalla Protezione civile, vecchia e nuova, ma in effetti mai partito.
Ufficialmente, sino a oggi le bonifiche sono costate 31 milioni (di 19 la stima di previsione iniziale, poi lievitata in modo quantomeno strano e anomalo). E si arriva addirittura a 72, se si sommano le spese necessarie per la costruzione delle banchine e delle massicciate di contenimento a terra, le sole opere che hanno ottenuto la certificazione di conformità. In passato, la Provincia Gallura si era infatti rifiutata di avallare come riuscita la prima parte del risanamento nello specchio d’acqua antistante.
Così, per condurre a termine le bonifiche a mare, con ogni probabilità non basteranno neppure gli altri 6,3 milioni già stanziati. L’area da disinquinare da metalli pesanti, idrocarburi, arsenico, mercurio e altri veleni accumulati nei decenni di permanenza nell’ex arsenale della marina militare italiana è la stessa finita sotto sequestro giudiziario negli ultimi giorni. Una zona vasta 60mila metri quadrati e profonda quattro-cinque. (
ha collaborato Andrea Nieddu)
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