Rassegna Stampa
Testata: La Nuova Sardegna

La Costa Verde può tingersi di smeraldo

29/05/2011

autore: LUCIANO ONNIS

Arbus. Presentati al consiglio comunale gli ambiziosi programmi di due società che si dicono pronte a investire
Da Ingurtosu verso Piscinas una serie di faraonici progetti turistico-immobiliari

ARBUS.
A volte ritornano. Sono gli imprenditori immobiliar-turistici che puntano la Costa Verde e in particolare, come ora, la vallata che scende da Ingurtosu verso Piscinas: una zona “sacra” per la gente del posto e per i paladini (che non sono pochi) degli ultimi paradisi della natura. Per dirla tutta e in breve, c’è chi in un’area collinare di 400 ettari si dice pronto a realizzare strutture ricettive e campi da golf (con quale acqua?), investire un miliardo di euro in dieci anni, fornire 6200 posti letto e ricevere in un anno 690mila turisti.
 Ma soprattutto, udite udite, creare 7500 posti di lavoro. Il commento a caldo più spontaneo sarebbe un «boom» generalizzato. Invece, la disperazione per la mancanza di posti di lavoro, un’economia alla canna del gas, il miraggio di un futuro migliore per un paese come Arbus che ha mille potenzialità (47 chilometri di costa) e che non riesce a sfruttarle, sono la speranza.
 Sembra di essere tornati indietro di mezzo secolo, quando a inizi anni Sessanta un certo commendator Giuseppe Tanca, avventuriero milanese squattrinato, comprò (senza poi pagarli) qualche migliaio di ettari fronte mare da Portu Maga a Su Pistoccu. Nasceva la «Costa Verde», paradiso per le vacanze da 25mila posti letto. Come sia finita, si sa.
 È rimasto il nome Costa Verde e nient’altro, se non quell’orrendo agglomerato di case di Portu Maga costruito da altre società lombarde che a prezzi stracciati acquisirono dal fallimento i beni del commendator Tanca, finito in un nugolo di guai giudiziari.
 Anche i “fatebenefratelli” di oggi vengono dal nord, Veneto ed Emilia. I primi stanno dietro «Serenissima Sgr», che tradotto significa «Società Autostrada Brescia-Verona-Vicenza-Padova Spa», compartecipata da un team di banche, fra cui Mediolanum. I partner sono quelli di «Matsa Group», settore moda. Il progetto di massima è stato illustrato dai capi dei due gruppi al Consiglio comunale e a un folto pubblico. A parole e con le diapositive è sembrato tutto molto bello. Credere alle favole non costa niente, talvolta capita anche che si realizzino.

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