Rassegna Stampa
Testata: L'Unione Sarda

Chimica verde, impianti nel 2013

28/05/2011

autore: ANNALISA BERNARDINI

Industria. Entro il 13 giugno Eni e Novamont costituiranno la società che opererà nell'Isola
Ferrari, ad di Polimeri: «Arriveremo ad avere 685 addetti»

Una nuova sfida per la Sardegna e per l'Eni. L'azienda petrolchimica investe nell'Isola con il nuovo polo della chimica verde che intende ridare competitività al settore, rivalutare gli impianti esistenti a partire dal 2013 e garantire nuova occupazione. All'indomani della firma dell'intesa tra Eni, Novamont, Regione, sindacati e Governo, è l'amministratore delegato di Polimeri Europa, Daniele Ferrari (da tre mesi alla guida della società), a spiegare la road map del progetto. «Questo accordo è una pietra miliare ma lavoriamo da tempo al piano e quindi siamo pronti a richiedere tutte le autorizzazioni». E già il 13 giugno, prima della scadenza prevista, Eni e Novamont costituiranno la nuova società (il nome è ancora da definire).
Il CALENDARIO. Per vedere i macchinari in funzione si dovrà aspettare il 2013, almeno per la realizzazione di un impianto di monomeri-bi o e uno per i lubrificanti-bio. Gli altri due per produrre bioffilers e gli additivi-bio per le gomme. compresi nella seconda fase, saranno invece attivi nel 2015. Entro l'anno successivo, poi , dovrà terminare l'investimento (con la terza fase che prevede un nuovo impianto di produzione di biopiastiche e due impianti aggiuntivi per i monomeri-bio e lubrificanti-bio). «Nel frattempo dovremo fermare gli impianti ora in funzione perché non produttivi», spiega Ferrari. «Da giugno daremo lo stop temporaneo alla produzione di etilene, di polietileni e degli aromatici. Lo stop definitivo arriverà quando inizieranno i lavori». Alcuni settori, tuttavia, non saranno toccati come la centrale elettrica o la produzione di elastomeri: «Queste gomme sinteti che hanno un mercato in teressante e sono strategiche».
OCCUPAZIONE, Quando gli investimenti saranno conclusi la società conta di assumere un centinaio di dipendenti in più. «Ora abbiamo 560 addetti, 582 con le bonifiche, ma arriveremo a 685: reintegreremo gli occupati degli impianti fermi e alzeremo il livello». Il progetto prevede infatti l'apertura di un centro di ricerca di eccellenza capace di attrarre nuovi talenti. A trarre vantaggio da l piano saranno anche le aziende dell'indotto che dovrebbero essere coinvolte nelle installazioni.
OBIETTIVO. «Per noi la chimica è strategica», aggiunge Ferrari. «In passato ci stiamo trovati a far fronte alla delocalizzazione dei nostri clienti senza poter intervenire. Oggi vogliamo dare una risposta concreta, mirata e sostenibile». Quello di Porto Torres è il primo polo della chimica verde che sarà totalmente autosufficiente. Una sfida in un settore in crescita in tutto il mondo: la penetrazione del mercato è del 5-6% ma si stima un a crescita del 15-20% in 7 anni. «Lo spazio quindi c'è ma dobbiamo essere veloci».

Chiavi di questa notizia: Ecosviluppo