Rassegna Stampa
Testata: La Nuova Sardegna

Sì all’area protetta per «salvare» il riccio di mare

28/05/2011

autore: FRANCESCO CARTA

BUGGERRU. Il tratto di mare compreso tra punta di Capo Pecora e Murru Biancu sarà destinato al ripopolamento del riccio di mare. C’è il via il via libera della Regione al decreto che stabilisce la stazione di monitoraggio e regolamenta l’attività di pesca dei ricci. Una decisione che contrasta concilia con l’installazione del radar a poche centinaia di metri dall’area ambientale. ‹‹Due scelte contrapposte - dicono gli ambientalisti - da una parte la difesa dell’ambiente e dall’altra una stazione militare, che a pochi metri del parco ci sta come i cavoli a merenda››. L’idea della zona di ripopolamento è arrivata dai pescatori locali che hanno prospettato al Comune la possibilità di evitare lo scempio causato dall’eccessivo sfruttamento della pesca in un tratto di mare noto per la qualità del pescato. L’elaborazione del progetto è stata affidata all’università di Cagliari. ‹‹Il progetto prevede che in quel tratto determinato di costa - dice il sindaco di Buggerru, Silvano Farris - verrà effettuato un monitoraggio costante sulla presenza dei ricci. Il prelievo verrà consentito solo a un numero definito di persone e in quantità limitata››. Un’operazione che permetterà di concretizzare il piano di ripopolamento della Regione, che punta a salvaguardare le risorse ittiche e ha l’obiettivo di non permettere che l’ambiente venga depredato, come in passato, con l’uso di strumenti di pesca illeciti. Ma rimane forte il dubbio sulla incompatibilità con il radar.

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