Rassegna Stampa
Testata: La Nuova Sardegna
Maria Pia, riecco l’acqua gialla
27/05/2011
autore: Andrea Massidda
Abbanoa assicura che il problema verrà risolto definitivamente e a breve
ALGHERO. Da tre giorni l’ormai famigerata «macchia gialla» è tornata a colorare il mare della spiaggia di Maria Pia. Una vecchia storia che si pensava archiviata con l’annunciato dirottamento delle acque depurate a San Marco nelle condotte del Consorzio di bonifica della Nurra.
È dall’estate del 2009 - cioè da quando l’impianto passato nei giorni scorsi sotto il controllo di Abbanoa scarica i reflui nello stagno tutelato dall’Unione europea - che i titolari degli stabilimenti balneari continuano a vedere i propri clienti inorridire e fare molto spesso dietrofront. Tanto che adesso sono davvero esasperati. «Anche perchè - come spiega il loro rappresentante Franco Pedrini, della Fiba - non possiamo certo permetterci una stagione come quella dell’anno scorso, quando il fuggi-fuggi dei bagnanti davanti a un mare limpido che improvvisamente assume il colore del Tevere ci è costato un crollo del giro d’affari che oscilla tra il 30 e il 90 per cento». Tradotto in soldi, ci sono stabilimenti che ci hanno rimesso anche 70mila euro a stagione. Un disastro.
I motivi di questa incresciosa situazione sono noti da tempo e si possono riassumere anche in poche righe. «Attraverso il Rio Filubertu - spiega Sandro Ibbadu, titolare dello stabilimento “Il tucano”, che l’anno scorso si è persino rivolto alla procura della Repubblica - nello stagno ufficialmente sito d’interesse comunitario vengono scaricati i reflui cittadini depurati a San Marco, ma anche quelli della zona industriale e i residui di lavorazione del potabilizzatore». Risultato? «Con la bassa marea - continua Ibbadu - l’acqua dal Calik, che ormai non è più salmastra e ospita alghe giallo-verdi che prima non c’erano, finisce dritta dritta in mare, esattamente attraverso il porto canale di Fertilia». Così, più o meno intorno alle dieci del mattino, l’acqua della spiaggia di Maria Pia passa dal suo naturale aspetto caraibico a un colore giallastro che farebbe scappare a gambe levate anche un alpino che non ha mai visto il mare.
Il bello è che da poco meno di una settimana il problema sembrava finalmente arrivato a una soluzione. Per due motivi: intanto il depuratore di San Marco è passato definitivamente sotto il controllo di Abbanoa, la società per azioni che gestisce in tutta la Sardegna il servizio idrico intergrato. Eppoi la Provincia di Sassari ha firmato l’autorizzazione allo scarico delle acque depurate nella rete delle condotte del Consorzio di bonifica della Nurra, che le utilizzerà a fini irrigui.
La domanda che ora ovviamente si pongono i titolari degli stabilimenti balneari è: «Da quando comincerà questa rivoluzione in grado di farci lavorare?». La risposta di Abbanoa arriva velocissima: «È questione di ore - spiegano dall’ufficio stampa della spa pubblica - stiamo aspettando che il Consorzio concluda le sue pratiche tecnico-amministrative e si prenda tutti i giorni tremila metri cubi d’acqua che naturalmente rispetta tutti i valori di legge».
Ce n’è abbastanza per far tornare il sorriso sul volto di Giuseppe Mastinu, della cooperativa «Futura», e anche su quello di Lello Monti, che con il figlio gestisce lo stabilimento «La baia dei venti», accanto all’ospedale marino. Perchè, anche se sembra incredibile, l’acqua gialla che si immette a Fertilia riesce in breve tempo a raggiungere persino quella zona a ridosso del centro abitato, scoraggiando turisti e algheresi.
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