Rassegna Stampa
Testata: L'Unione Sarda
Quirra, altri tre indagati
24/05/2011
autore: Paolo Carta
Il caso. Finiti sotto inchiesta ex ufficiali responsabili del brillamento delle munizioni
Il Comitato della Regione blocca le esercitazioni militari
Ci sono altri tre indagati nell'inchiesta sul presunto nesso tra le attività svolte all'interno del poligono di Perdasdefogu e Quirra, i danni all'ambiente e la morte dei pastori che abitano in quella zona. Si tratta di altri ex ufficiali, oltre a Tobia Santacroce, che avrebbero organizzato il brillamento delle munizioni sospetate di aver contaminato pascoli e acque. L'accusa anche in questo caso è di omicidio volontario con dolo eventuale, la stessa che ha portato alla condanna dei vertici aziendali della Thyssen considerati responsabili della morte di sei operai nel 2007 nello stabilimento di Torino. Nei prossimi giorni gli interrogatori, alla presenza dei difensori. Nulla trapela dal riserbo degli inquirenti.
LA COMMISSIONE. Ma ieri un'altra notizia ha avuto il sapore di un atto di guerriglia (politica, s'intende. I rappresentanti della società civile nella commissione paritetica sulle servitù militari hanno deciso all'unanimità di disertare la riunione prevista ieri con i colleghi in rappresentanza delle forze armate. Decisione non da poco: avrebbero dovuto approvare il piano di esercitazioni a Quirra, Teulada e Capo Frasca per il secondo semestre del 2011.
IL BLOCCO. La seduta è stata annullata per mancato raggiungimento del numero legale. Così è stato impossibile dare il via libera alle esercitazioni, che restano di fatto momentaneamente sospese. La motivazione: «Per conoscere le reali condizioni ambientali della zona del poligono di Quirra - osservano Tore Mocci, Antonello Tanas, Roberto Cherchi, Robetto Orrù, Gianni Aramu e Diego Fronterrè - è stato necessario che se ne occupasse un'inchiesta della magistratura di Lanusei. Da dieci anni chiediamo controlli seri anche per Teulada e Capo Frasca, l'avvio di bonifiche mai effettuate, lo studio di quelle attività compatibili con il rispetto di salute e ambiente. Le stesse discariche di rifiuti militari trovate dal Procuratore Domenico Fiordalisi a Quirra noi le abbiamo viste e segnalate a Capo Frasca e a Teulada. In questa situazione, ci sembra impossibile affrontare adesso l'argomento delle esercitazioni da giugno a dicembre».
LA SCAPPATOIA. Gli esponenti della commissione scelti dal Consiglio regionale non hanno il potere di bloccare per sempre le esercitazioni militari in Sardegna. Il presidente del Comitato, l'ammiraglio Talarico, dovrà riconvocare la seduta entro venti giorni, e qualora non arrivasse il via libera, ci sarebbe una scorciatoia: il Ministro della Difesa potrebbe autorizzarle «per le esigenze addestrative delle Forze armate», sorvolando il parere della commissione, a maggior ragione in un periodo storico come questo che vede l'Italia impegnata in missioni in Afghanistan e in Libia.
LA PROTESTA. Resta il fatto politico. Importante. «Da mesi - proseguono i sei commissari civili - abbiamo chiesto sull'argomento un incontro con il Governatore Cappellacci e con il presidente del Consiglio regionale Claudia Lombardo. Il discorso sulle bonifiche ambientali, soprattutto dopo le notizie che arrivano dall'inchiesta della magistratura di Lanusei (per esempio il ritrovamento di tracce dell'uso di armi all'uranio impoverito), diventa improcrastinabile. I gruppi politici alla Regione sono già d'accordo per stanziare lO milioni. Anche se bonifiche, controlli ambientali e sanitari è giusto che vengano pagati dallo Stato, non dalla Regione».
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