Rassegna Stampa
Testata: L'Unione Sarda

Dalla Provincia e dai Comuni arriva un no secco ai radar

24/05/2011

autore: Miriam Cappa

Consigli in seduta straordinaria

I radar a Capo Sperone e Capo Pecora "non s'hanno da fare". È questo che Tore Cherchi, presidente della Provincia di Carbonia Iglesias, andrà a riferire alla conferenza che domani si riunirà alla Prefettura di Cagliari per discutere sull'opportunità dell'installazione dei cinque impianti previsti nell'Isola. Ieri il Consiglio provinciale (dove era presente anche anche il Comitato no-radar di Sant'Antioco) si è espresso chiaramente e ha approvato all'unanimità la mozione presentata dai consiglieri di Sant'Antioco e Flumini.
Tutti d'accordo: i tralicci, che dovrebbero essere alti circa 12 metri, nonostante siano stati approvati dalla Soprintendenza, dall'assessorato regionale alla Difesa dell'ambiente e dal ministero dell'Ambiente, rovinano il paesaggio, «Ci sono - ha sottolineato Ignazio Lacci, primo firmatario della mozione - anche gravi rischi per la salute dei cittadini. Nessun ente esterno può decidere cosa installare a casa nostra, soprattutto quando è nocivo". D'accordo anche i consiglieri di Flumini Cau e Rombi: a Capo Pecora si potrebbe trovare una soluzione meno impattante in zone come Is Arenas, già dedicata a servitù militari: «Così si mettono a rischio turismo, pesca e commercio e tutti gli sforzi che il territorio ha fatto per riprendersi della ferite dell'industria mineraria». Secondo Angelo Cremone nell'operazione c'è anche il rischio di una speculazione. «Lo Stato - ha commentato - assegna l'installazione dei radar per affidamento diretto a una ditta specifica». Circa cinque milioni di euro che, per la consigliera Piztalis, «incrementano le spese per la guerra in libia mentre la gente qui muore di fame».
Flumini - Anche Fluminimaggiore dice no all'installazione del radar nel tratto di costa tra Portixeddu e Capo Pecora. Ieri il Consiglio comunale, riunitosi in seduta straordinaria, ha approvato all'unanimità un documento con il quale si oppone agli impianti militari. Un voto unanime, quello dell'Assemblea civica, che può considerarsi espressione della volontà popolare. «In accordo con Sant'Antioco e Tresnuraghe - ha detto il sindaco Piergiuseppe Massa - ribadiamo il dissenso all'installazione del radar sulla costa».
(ha collaborato Federico Matta)

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