Rassegna Stampa
Testata: La Nuova Sardegna

Spiagge pulite ma niente via libera

24/05/2011

autore: LUIGI SORIGA

DIVIETI D’ACCESSO A PLATAMONA
Per aprire ai bagnanti bisogna aspettare ancora la conferenza di servizi

SASSARI. Ufficialmente le spiagge sono chiuse e con tutta probabilità lo resteranno per un’altra settimana. Lo sanno tutti che Platamona sarebbe pronta all’uso: ne sono consapevoli i bagnanti che si godono il primo sole, le mamme che fanno giocare i bambini tra la sabbia, lo sanno i sindaci. Per la salute pubblica non c’è nulla da temere e dunque i controlli e le multe sarebbero inopportuni. Tuttavia le ordinanze di revoca dei divieti di accesso non si possono ancora emanare. È la classica questione burocratica: per dare il via libera all’estate occorre una conferenza di servizi.
 La procedura infatti prevede questo passaggio: il presidente del comitato tecnico di controllo nominato dalla Regione, che supervisiona la pulizia e il piano di caratterizzazione di Platamona dopo lo sversamento E.On, deve convocare un incontro con i Comuni e con la Provincia. In quel tavolo si discuterà degli esiti dei campionamenti effettuati sul litorale dalla società Lithos e delle controanalisi fatte dall’Arpas. Se i risultati saranno soddisfacenti per i componenti del comitato, allora il piano di caratterizzazione avrà l’avvallo definitivo e i sindaci potranno prendere carta e penna e autorizzare l’utilizzo gli arenili.
 Ma nulla vieta che vengano chiesti ulteriori accertamenti. Naturalmente si tratta di un’ipotesi remota: finora gli oltre 150 prelievi svolti da Porto Torres all’Eden Beach hanno dato esito negativo e non è stato riscontrato alcun superamento della soglia di sicurezza. Significa che se sono state trovate alcune macchie di catrame, si tratta di percentuali insignificanti, configurabili come inquinamento fisiologico.
 Anche le controprove di laboratorio fornite dal personale dell’Arpas testimoniano che sul litorale di Platamona non è necessaria la fase della bonifica. Con la pulizia superficiale dei mesi scorsi, le tute bianche di Verde Vita hanno cancellato dalla sabbia le tracce di idrocarburi. Nonostante tutte queste rassicurazioni, la burocrazia ha i suoi tempi e il responsabile del comitato di sicurezza ancora non ha convocato alcuna riunione.
 Ben altre scadenze avrebbero invece gli operatori balneari, con il sole che ha già inaugurato abbondamente la stagione e le spiagge che languono di attrezzature. Un conto, infatti, è una famiglia che sistema un ombrellone o una sdraio senza autorizzazioni. Un’altra faccenda quando ad apparecchiare abusivamente uno spicchio di litorale è il titolare di una concessione. I sindaci non possono chiudere un occhio. Ed ecco quindi che gli ombrelloni e le sdraio dei vari lidi se ne stanno accatastate ai bordi degli stabilimenti, in attesa di un sospirato nullaosta ufficiale.

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