Rassegna Stampa
Testata: L'Unione Sarda
Addio marea gialla a Maria Pia
23/05/2011
autore: Caterina Fiori
Alghero. Ma il sindaco Tedde chiede alla Regione la nomina di un commissario per il Calic
Le acque provenienti dal depuratore verranno utilizzate dagli agricoltori
Le acque depurate dell'impianto di San Marco saranno dirottate verso le condotte del Consorzio di bonifica della Nurra e, con questa soluzione, si spera di risolvere una volta per tutte il problema della marea gialla dovuta alla sofferenza della laguna del Calic che, finora, ha raccolto ettolitri di reflui.
«Vigileremo sullo stato di salute dello stagno», avvertono gli operatori del turismo, comunque soddisfatti dal recente accordo stipulato tra Regione, Provincia, Abbanoa e Consorzio per l'impiego della risorsa idrica a scopo irriguo.
«Un atto di consapevolezza e responsabilità», commentano, in una nota, il presidente di Confcommercio Alghero, Massimo Cadeddu, il portavoce del Consorzio turistico Riviera del Corallo, Stefano Visconti e i rappresentanti dei balneari. « poiché Alghero vende un prodotto balneare - spiegano - questo deve essere il miglior prodotto possibile, per reggere la concorrenza spietata di altre località antagoniste. Ciò significa spiagge sempre pulite e acque trasparenti». Non è stato così negli ultimi due anni. La costa da Maria Pia a Fertilia era interessata dal fenomeno dell'acqua torbida e giallastra. I concessionari degli stabilimenti che, dalla pineta, si susseguono fino alla borgata giuliana, avevano inviato un esposto in Procura segnalando la presenza in mare di chiazze torbide e schiumose che, a sentire gli esperti, sarebbero costituite dalla grande quantità di alghe proliferate nello stagno a causa dell'apporto di liquami carichi di fosforo e azoto. Un tappeto verde di organismi vegetali che raggiunge le spiagge attraverso il canale di Fertilia.
«Il disciplinare sull'impiego del refluo depurato dovrebbe, per lo meno - continuano gli imprenditori della vacanza - migliorare l'attuale situazione». Il sindaco Marco Tedde intanto, ha chiesto la nomina di un commissario che «studi e analizzi il problema e, una volta per tutte, metta al centro interventi risolutivi. Nello stagno infatti - sottolinea il primo cittadino - confluiscono, tra gli altri, gli scarichi dei depuratori di Olmedo e dell'Asi che, al contrario di quello di Alghero, non possono essere definiti impianti di ultima generazione». Chiavi di questa notizia: Ambiente