Rassegna Stampa
Testata: La Nuova Sardegna

Capo Pecora, giornata di protesta contro il radar

22/05/2011

autore: F. C.

Fluminimaggiore, previsti arrivi da tutta l’isola per sostenere il comitato

FLUMINIMAGGIORE. Da tutta la Sardegna per dire no all’installazione militare a Murru Biancu. Oggi dalle 7 il comitato «No Radar a Capo Pecora» ha organizzato una manifestazione che durerà tutta la giornata per dire no allo scempio che le amministrazioni pubbliche intendono portare avanti in una delle aree più interessanti del sud ovest sardo. «Vogliono installare il radar solo per interessi militari - hanno dichiarato i no radar fluminesi - la Sardegna ha già eccessive servitù militari, che bloccano qualsiasi sviluppo turistico, basato sull’unica vera risorsa l’ambiente». Cresce il movimento attorno al presidio di Murru Biancu, ogni giorno c’è un grande via vai di gente, ragazzi che hanno deciso di sostenere questa battaglia civile facendo i pendolari dai loro paesi. C’è anche molta attesa per il consiglio comunale convocato dal sindaco Piergiuseppe Massa, domani alle 16,30. Il consiglio dovrebbe dare il no definitivo ufficiale a tutta la faccenda, anche se in molti temono che questo non avverrà. «Chiediamo a tutte le associazioni, culturali, ricreative e sportive, ai partiti politici di esprimersi pubblicamente sull’installazione del radar - hanno proseguito i componenti del comitato - devono partecipare tutti per evitare che il nostro territorio diventi un secondo salto di Quirra». I no radar fluminesi contestano proprio l’assenza di un dibattito in consiglio comunale che chiarisca la posizione ufficiale dell’amministrazione comunale e soprattutto la mancanza di una richiesta di sospensione dei lavori e una presa di posizione per lo scempio ambientale perpetuato a Capo Pecora. «Questa manifestazione è la cartina di tornasole della nostra protesta - hanno concluso i no radar -. Oggi aspettiamo la politica, gli amministratori, i cittadini, i giovani, perché domani si deciderà il futuro del paese. Oltre al problema ambientale e a quello della libertà di poter decidere sulla propria sorte ne esiste un altro ben più grave: qui è in gioco la salute dei cittadini».

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