Rassegna Stampa
Testata: La Nuova Sardegna
Ambiente, comincia l’era dell’auto elettrica
21/05/2011
autore: PIERLUIGI CARTA
Nuove professionalità da formare in un progetto del Cnos Fap Salesiani, delle università di Cagliari e Roma e della Piaggio
La Sardegna con due prototipi parte in anticipo sulle altre regioni italiane
SELARGIUS. Maggiore efficienza energetica, minore dipendenza da fonti tradizionali, innovazione tecnologica e riduzione delle emissioni di Co2, in linea con il protocollo di Kyoto e i recenti sviluppi della politica europea.
Queste sono le premesse di apertura per il primo convegno “Auto elettrica: prospettive, sfide e opportunità per la mobilità sostenibile”. Ieri infatti si è svolta la prima giornata di analisi e di studio organizzata dall’associazione Cnos Fap Salesiani Sardegna, dall’assessorato regionale dell’Industria e dal comune di Quartu Sant’Elena, in collaborazione con l’università di Cagliari, la Sapienza di Roma e la Piaggio. L’incontro, svoltosi ieri mattina a Selargius, è stato dedicato all’approfondimento del rapporto tra energia, ambiente e mobilità sostenibile, con una riflessione particolare allo sviluppo del mercato delle auto elettriche, nella speranza che anche in Sardegna possano prender piede nuovi progetti di mobilità e sviluppo sostenibile. «L’Auto elettrica deve diventare presto una realtà anche nell’isola» ha affermato l’assessore all’Industria della Regione Sardegna Oscar Cherchi. L’Enel ha già avviato tre progetti di sperimentazione a Milano, Roma e Pisa, con 400 punti di ricarica, 300 pubblici e 100 privati. Tiziano Valentinetti, membro del team del progetto E-mobility dell’Enel, afferma che la soluzione in fatto di abbattimento del tasso di Co2 sta nell’elettrico; idrogeno ed ibrido sono ipotesi superate. In Italia però non esistono ancora incentivi all’acquisto, mancano i produttori di batterie al litio su scala industriale; ma i vantaggi sono già una realtà, come l’esenzione per cinque anni dal pagamento del bollo, non pagare il parcheggio urbano e la possibilità di entrare nelle Ztl. Fabrizio Pilo, il direttore del Diee - Dipartimento ingegneria elettronica ed elettrica - dell’Università di Cagliari, afferma che «ci attendiamo di avere per le strade milioni di auto elettriche tra il 2020 e il 2030; perciò bisognerà intervenire sulle infrastrutture». Si sta mirando a creare una rete di distribuzione energetica di scambio bidirezionale integrato, che rifornisca le auto di corrente, utilizzandole da accumulatori, le quali poi possano, alla bisogna, riversare l’energia in rete. L’Italia e l’Europa hanno ancora tutto da inventare da questo punto di vista, perciò le più grandi aziende europee, come Mercedes, o italiane quali Piaggio, Enel, le università, sono a caccia di curricula freschi per intervenire sulla ricerca in nuove tecnologie, sull’utilizzo delle fonti rinnovabili applicate, e sull’urbanistica. Nonostante il giudizio degli esperti sull’auto ibrida, il comune di Quartu, non avendo di meglio, ha comunque a messo disposizione un modello ibrido. Gli altri tre esempi per il drive test previsto al termine della conferenza, li ha presentati la società sarda Ischida, di Nicola Pirina. I prototipi a disposizione, la Zero e la Birò, sono degli elettrici puri ad emissioni zero, sono stati prodotti ad Imola e a Portogruaro, completamente riciclabili al termine del ciclo d’utilizzo, e hanno un’autonomia di 140 km. Queste recenti e silenziosissime creazioni si possono incontrare di già per le vie di Cagliari. La società cagliaritana Ischida ha già lanciato il free taxi, completamente gratuito, con quattro vetture che percorrono le vie del centro, per dare un esempio concreto delle innovazioni in materia di trasporto urbano e per dimostrare che la mobilità ad impatto zero è già una realtà. Vantando questi due prototipi, completamente made in Italy, la Sardegna sembra partire, per una volta, con un leggero anticipo sulle altre regioni italiane.
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