Rassegna Stampa
Testata: L'Unione Sarda

Il catrame è in riva al mare

20/05/2011

autore: Mariella Careddu

Porto Torres. Nella riviera gli operatori turistici sono preoccupati per la stagione
E.On, dopo il disastro l'olio raccolto è ancora sull'arenile

Il catrame della marea nera stoccato è sempre in riva al mare. Quattro mesi dopo, i sacchi pieni dell'olio combustibile di E.On sono ancora lì, a pochi metri dalla riva del lido di Marritza, in comune di Sorso. Bustoni di plastica bianca e celeste che si arroventano sotto il sole cocente in attesa di essere portati altrove per lo smaltimento finale. La bonifica, dunque, non è ancora conclusa e gli uomini con le tute bianche che alla fine di gennaio hanno ripulito le spiagge, continuano a darsi da fare prima che il litorale venga preso d'assalto da turisti curiosi.
L'INCIDENTE L'incidente è dello scorso 14 gennaio, quando nel porto industriale di Porto Torres, molte migliaia di litri di olio combustibile sono state riversate in mare durante le operazioni di scarico della nave cisterna Esmeralda. Quella sera, gli operai che erano al lavoro sul pontile dello stabilimento della multinazionale tedesca hanno notato una chiazza scura e hanno dato l'allarme. Difficile stabilire con precisione il momento in cui lo sversamento ha preso il via. Di certo ventiquattro ore dopo, quel catrame, spinto dalla corrente, ha raggiunto le spiagge dei comuni di Sorso, Sassari e Porto Torres.
L'ONDA NERA Una distesa nera che ha imbrattato l'arenile e che ha fatto scattare immediatamente le operazioni di pulizia. Per alcune settimane le società specializzate nello smaltimento di rifiuti particolari, su incarico di E.On, hanno lavorato sulla costa. Gli operai chiamati per compiere il miracolo si sono dati da fare, hanno passato al setaccio quelle spiagge per lunghissime giornate senza sosta, dalle otto del mattino fino al tramonto, per cercare di tirar via dalla sabbia incollata quelle patacche nere e gommose che puzzavano di chimica e sembravano inchiodate al suolo.
GLI INTERVENTI Nel frattempo, nelle stanze dei bottoni si concertavano le strategie più efficaci per limitare i danni. Qualche giorno dopo il disastro, l'olio ha raggiunto la costa gallurese e così, nel comitato istituzionale nato per gestire l'emergenza, è entrata di diritto anche la provincia Olbia-Tempio. Al comitato, due mesi fa, la multinazionale tedesca ha presentato il piano di caratterizzazione. Ovvero una relazione in cui si espongono i danni provocati dall'incidente e si indicano le possibili soluzioni.
LE COZZE Tra le proposte avanzate da E.On per individuare eventuali residui di olio combustibile lungo il litorale, c'è quella di allevare le cozze nelle aree a rischio. Le cozze farebbero da filtro naturale e, dopo essere rimaste a mollo per un po', potrebbero dare informazioni importanti sullo stato di salute del mare. Ma non solo, una delle strategie potrebbe essere quella di scavare delle buche profonde in riva al mare, per capire se la sabbia abbia assorbito catrame oppure no.
L'ATTESA Le proposte di E.On sono ancora al vaglio degli enti locali, ma intanto sul litorale di Marritza, i sacchi carichi di olio aspettano ancora. Per quattro mesi quei bustoni bianchi e blu, nascosti da fitte siepi e lontani da occhi indiscreti, sono rimaste a terra, poggiate sullo sterrato che sta a un passo dalla spiaggia. Buste che hanno resistito all'ultima coda dell'inverno, alle piogge primaverili e che ora vengono scaldate ogni mattina dal sole di maggio.

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