Rassegna Stampa
Testata: Sassari Notizie

Quei radar costieri "antibarcone" Legambiente: "Nuova militarizzazione"

20/05/2011

SASSARI. I radar costieri che sarebbero a breve collocati sulle coste anche dell'isola per monitorare l'arrivo dei migranti ha provocato molte polemiche e la mobilitazione delle comunità locali. Tra cui la borgata costiera di Sassari, l'Argentiera, costruita attorno alla piccola miniera. Per due volte di seguito la ruspa è stata bloccata e si è schierato anche il sindaco Gianfranco Ganau, e il consiglio comunale ha votato un ordine del giorno per la revoca delle concessioni da parte della Regione.
Ora scendono in campo anche le associazioni ambientaliste, tra cui Legambiente che in una nota stampa boccia il progetto, assimilato a una nuova "militarizzazione delle coste".
In tutta Italia dovrebbero essere 18 i radar con tralicci alti una decina di metri, in Sardegna dovrebbero sistemarne cinque. Un progetto voluto dal governo e gestito dalla Guardia di Finanza: prima ancora che all'Argentiera sono iniziati i lavori (poi bloccati) nel sud della Sardegna: a Capo Pecora, Fluminimaggiore, a Capo Sperone a Sant’Antioco, Punta Foghe a Tresnuraghes, tutte zone di alta valenza ambientale e paesaggistica.

Per Legambiente si tratta di "un progetto inaccettabile e ancora, di installazioni militari, che estendono le servitù a cui la Sardegna è soggetta più di ogni altra regione italiana. Infatti si tratta, stando alle notizie raccolte, di radar del tipo ELM-2226, fabbricati dalla ELTA - Systems, del gruppo IAI, nota multinazionale degli armamenti israeliana, parte di un sistema di armamenti destinati al rafforzamento della potenza navale". E poi c'è la questione delle onde magnetiche, potenzialmente nocive: "I radar e i dispositivi che emettono onde elettromagnetiche devono essere limitati al massimo per le necessità della navigazione aerea e marittima in sicurezza, per le comunicazioni e per la meteorologia, devono essere localizzati lontano dai luoghi frequentati e non devono provocare impatto ambientale e paesaggistico". Da qui il confronto con la "rete di “torri costiere saracene” che fu edificata nel 1500 dagli spagnoli su tutte le coste della Sardegna. Anche ora si tratta di una militarizzazione delle coste isolane".

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