Rassegna Stampa
Testata: La Nuova Sardegna

Il misterioso progetto Carbosulcis

20/05/2011

autore: ERMINIO ARIU

Eccessiva, secondo i sindacati, la riservatezza sull’elaborato tecnico del piano che la Regione avrebbe presentato al ministero
Mario Crò: «Non siamo mai stati informati e nessuno di noi lo ha mai visto»

NURAXI FIGUS. Progetto Carbosulcis: un mistero. La riservatezza mostrata dalla Regione sull’elaborato tecnico che il presidente della Giunta, Ugo Cappellacci, avrebbe presentato al ministero dello Sviluppo economico lascia perplessi le organizzazioni sindacali del territorio che riconoscono di essere completamente all’oscuro delle soluzioni proposte dall’azienda pubblica.
 «Il sindacato - denuncia Mario Crò segretario generale della Uil - non è stato mai informato sul progetto. Abbiamo appreso, attraverso gli organi d’informazione che esiste un progetto ma nessuno lo ha mai visto. Credo che, anche per trasferire serenità ai minatori, sarebbe necessario che anche il sindacato dovesse prendere visione del progetto.
 Non sappiamo proprio nulla. Si parla della costruzione di una centrale termoelettrica collegata alla fase estrattiva del carbone. Da tempo si parla della cattura e del confinamento della C02 nel sottosuolo ma tutta l’operazione si è svolta in gran segreto fino ad escludere il sindacato.
 Chiediamo, ad alta voce, alla Regione che convochi il sindacato per illustrare le proposte trasferite al ministero competente e alla Ue. Da qualche tempo sulla Carbosulcis è calato un silenzio preoccupante.
 Siamo in piena crisi industriale ma non si propongono, anche in presenza di progetti attuabili, interventi concreti. I politici sostengono che mancano le idee ma quando ci sono non si adoperano per la loro attuazione».
 La Uil, inoltre lamenta, che sprechi e sperperi, a Nuraxi Figus, erano all’ordine del giorno. Costosi macchinari sono ancora inutilizzati nei piazzali. «Invece - aggiunge Mario Crò - i vertici aziendali non sono riusciti a spendere 700 mila euro per l’impianto di lisciviazione per abbattere lo zolfo e rendere in questo modo maggiormente vantaggioso bruciare carbone Sulcis nelle centrali elettriche.
 Il sottoprodotto ottenuto da questo impianto è un ottimo fertilizzante valido in agricoltura».
 Cgil, Cisl e Uil decideranno nei prossimi giorni la linea di condotta da adottare per ottenere dalla Regione la presentazione del progetto. «Non vorrei - lamenta Francesco Carta della Cgil - che il progetto CO2.O fosse solo propaganda elettorale. Certamente i responsabili della politica industriale sarda hanno l’obbligo di partecipare ai minatori i programmi industriali.
 Il processo estrattivo, da solo, non è competitivo e devono essere attuati interventi, anche tecnici, perché il progetto integrato miniera-centrale si concluda con un bilancio positivo». Anche il segretario generale della Cisl, Fabio Enne, lamenta il top secret della Regione. «Ora che il carbone - sostiene Enne - è non solo competitivo e utilizzabile in modo pulito occorre valorizzare il bacino carbonifero del Sulcis. Per questo chiediamo alla Regione che si faccia un incontro in Carbosulcis per farci conoscere i programmi e le linee che si intendono seguire».

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