Rassegna Stampa
Testata: La Nuova Sardegna

Tortolì, cento ville abusive dietro la spiaggia

20/05/2011

autore: VALERIA GIANOGLIO

LOTTIZZAZIONE FANTASMA Blitz della guardia di finanza: 42 indagati L'area è vincolata, impossibile il condono
I proprietari dei terreni agricoli avevano privatizzato il mare: la Procura sequestra tutto

TORTOLÌ. Per quindici anni circa sono venute su indisturbate: un mattone sugli scogli, un altro sulla roccia, un altro per fare la piscina o mettere su un campo da tennis a pochi metri dal mare. Un po’ di cemento per realizzare un reticolo di strade per collegare tutto, e un mucchio di cancelli e muretti che sbarravano l’ingresso a estranei. Seicentomila metri quadri di case in barba ai vincoli paesaggistici.
 Una maxi lottizzazione abusiva dotata di tutti i servizi e incredibilmente sconosciuta al Catasto - nelle mappe risultavano ancora terreni agricoli senza strade appartenenti a privati - adagiata dolcemente entro i limiti dei 300 metri dalla costa, nella zona di Foxi Lioni, la terza spiaggia del lido di Orrì. Per tutti, semplicemente, viste le frequentazioni, la «spiaggia degli ilbonesi». Alle 10 di ieri, dopo anni nei quali tutti sapevano ma nessuno interveniva, il procuratore di Lanusei, Domenico Fiordalisi, si presenta deciso al primo cancello di sbarramento della lottizzazione abusiva con un gruppo di militari della guardia di finanza di Arbatax guidati dal tenente Ciro Sannino. A qualche chilometro di distanza ci sono anche una motovedetta, un elicottero e una cinquantina di uomini delle fiamme gialle armati di tenaglie per spezzare i lucchetti e mettere i sigilli all’intera lottizzazione sulla quale indagano da tempo e con molta discrezione.
 Colti in flagrante. Qualche proprietario viene beccato in flagrante: mentre tinteggia la villetta, o ha appena ricevuto un carico di pietre per realizzare un nuovo manufatto, o sistema il giardino vista mare. Una ruspa, invece, viene sopresa dall’elicottero della Finanza mentre completa una strada. L’operazione «Il Golfetto», dal nome della zona, comincia e per tutta la giornata rivolta come un calzino un tratto affollato della costa. Il procuratore, qualche ora prima, ha firmato un decreto di sequestro probatorio che ha come preciso obiettivo quello di ispezionare casa per casa e sequestrare qualsiasi oggetto consenta di capire chi le occupa.
 Quarantadue indagati. Per ora, infatti, si conoscono soltanto 42 proprietari dei villini abusivi, altrettanti ne mancano all’appello. I 42 sono stati tutti iscritti nel registro degli indagati «per aver realizzato in concorso tra loro, in assenza di concessione edilizia o permesso di costruire, e in zona sottoposta a vincolo paesaggistico, numerose costruzioni in muratura e calcestruzzo, nonché opere di viabilità e di urbanizzazione». La zona dove hanno costruito i villini era stata dichiarata di notevole interesse pubblico. Tra gli indagati ci sono anche nomi piuttosto conosciuti, come Bernardo Piroddi, assicuratore di Ilbono e consigliere provinciale Udc. Tra gli altri nessuno risulta coprire incarichi pubblici, ma ci sono commercianti, professionisti, un ex dirigente ilbonese dell’Enaip di Lanusei, anche qualche carrozziere. Tra i nomi più conosciuti pure quello di uno stimatissimo medico di origine lulese ma da tempo residente a Nuoro, nonché ex presidente dell’Isre: Emilio Asproni. E poi alcuni residenti nella penisola.
 La stragrande maggioranza, tuttavia, sono abitanti di Ilbono e di Arzana, in misura minore di Lanusei e Tortolì. La grande scommessa adesso, per il procuratore e per la Finanza di Arbatax, sarà quella di risalire ai proprietari delle altre case abusive costruite a pochi passi dallo splendido mare di Orrì. Dietro, ci sono strani giochi di intestazioni.
 Le confische. Certo è che l’operazione «Il Golfetto» continuerà ancora oggi e per diversi giorni, perché oltre alle cento case sequestrate ieri la Procura ha deciso di controllare la situazione di altre duecento villette in una zona adiacente a quella sequestrata ieri. Tutti i villini si erano creati di fatto un accesso privato al mare: avevano recintato e sistemato diversi cancelli di sbarramento all’ingresso della lottizzazione. Solo loro ne possedevano le chiavi. Adesso, stando alle norme contestate dal procuratore, vanno incontro alla confisca degli immobili. In cinquanta, qualche anno fa, avevano anche provato a mettersi in regola presentando domanda di condono. Niente da fare, era stato loro risposto, siete entro la fascia dei trecento metri dal mare. Poi però avevano tutti continuato a chiudere gli occhi.

E a Tertenia solo la Brigata Sassari accetta di abbattere le case illegali
Le ditte private rinunciano. Per ora previste 18 demolizioni

TORTOLÌ. Mentre la Procura e la Guardia di finanza continuano a ispezionare la zona tra Orrì e Cea - altre duecento case saranno controllate in questi giorni - il conto alla rovescia per le ruspe si fa sempre più vicino anche per una parte delle circa duecento case abusive sulle costa tra Tortolì e Tertenia per le quali poco più di un anno fa il procuratore Fiordalisi aveva disposto l’abbattimento, visto che erano tutte colpite da sentenze di demolizione risalenti agli anni Novanta. Da allora a oggi, però, a far ritardare l’intera operazione è stato un complicato intreccio di burocrazia e paura da parte delle imprese che venivano scelte per portare a termine il piano. A decine si sono tirate indietro in questi lunghi mesi. Tant’è che alla fine lo stesso procuratore ha dovuto scomodare l’Esercito con i suoi potenti mezzi. Il genio guastatori della Brigata Sassari ha fatto le ricognizioni, con tanto di squadretta e macchine fotografiche ha misurato tutto. In particolare a Tertenia, nella zona della marina di Sarrala, ma anche a Tortolì. Alla fine, è notizia proprio di questi giorni, ha dato una valutazione di fattibilità per sole 18 case. Ha stabilito, cioè, che con i mezzi che ha a disposizione - si tratta di ruspe grosse ma poco agevoli soprattutto per percorrere strade strette - può accedere soltanto a 18 case e manufatti abusivi. E le altre 180 circa che devono essere abbattute? Per quelle, il procuratore dovrà cercare qualche intraprendente ditta privata.

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