Rassegna Stampa
Testata: La Nuova Sardegna

Valanga di voti contro il nucleare

19/05/2011

autore: ANDREA MASSIDDA

Plauso bipartisan per l’esito del referendum

ALGHERO. Sono stati 19mila gli algheresi che domenica e lunedì scorsi hanno messo una croce sul «sì» nella scheda del referendum consultivo per l’energia nucleare in Sardegna. Un messaggio inequivocabile (si tratta del 98,18 per cento dei votanti) contro la costruzione di centrali atomiche nell’isola. Tanto che plausi arrivano da tutte le forze politiche locali, anche se non mancano le polemiche.
 «È un risultato - commenta il sindaco Marco Tedde - che dimostra l’attenzione degli algheresi nei confronti di temi così importanti per il nostro futuro. E che assume ancora più rilevanza se si tiene conto che in città non si tenevano elezioni amministrative». Soddisfazione anche da parte di Mario Salis, segretario cittadino del Pd, che però lancia una piccola frecciatina. «Siamo felici di constatare come anche il sindaco Tedde, del Pdl, si sia avvicinato a posizioni che il centrosinistra porta avanti da sempre, indipendentemente da quanto è accaduto in Giappone, e prenda le distanze dal governo nazionale, che invece vorrebbe impiantare centrali nucleari nella nostra terra».
 Infine a parlare è Valdo Di Nolfo, consigliere comunale di AlgheroViva, all’opposizione. «Non posso che essere orgoglioso - spiega - di come hanno risposto al referendum gli algheresi e soprattutto le algheresi, visto che ben il 52 per cento delle donne residenti in città è andato alle urne per bocciare quell’ipotesi sciagurata». Parole pacate prima dell’affondo. «Grazie all’impegno dei ragazzi del Cantiere sociale de l’Alguer - continua Di Nolfo - abbiamo messo su un’iniziativa molto partecipata dal titolo “Sì contro il nucleare e contro la privatizzazione dell’acqua”, abbiamo fatto propaganda tra la gente, distribuendo il materiale informativo e il fac-simile ai mercati civici, durante il mercatino del mercoledì e nel centro storico. Ma ci siamo anche sporcati le mani di acqua e farina per far la colla e affiggere i manifesti negli appositi spazi. Che se fosse stato per i vari partiti sarebbero rimasti desolatamente vuoti».

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