Rassegna Stampa
Testata: La Nuova Sardegna
Vito: «Referendum poco significativo»
19/05/2011
Nucleare. Il ministro alla Camera: «L’esito sardo non vale per l’intera nazione»
ROMA. «L’esito del referendum consultivo tenutosi in Sardegna è significativo dell’atteggiamento della popolazione sarda e non della volontà dell’intera nazione». Elio Vito, ministro per i rapporti col Parlamento, lo ha detto alla Camera leggendo la risposta del Ministero dello sviluppo economico a un’interrogazione dell’Idv sulla produzione di energia nucleare in Italia. E lo ha detto proprio ne giorno in cui l’esito plebiscitario della consultazione isolana di domenica e lunedì è diventato ufficiale: 848691 sardi, ossia il 97,13 per cento dei votanti, ha detto sì, cioé no al nucleare, e solo 25026 ha barrato la casella del no. «Per il Ministero dello Sviluppo Economico - ha aggiunto Vito - non risulta che ci sia stata una campagna informativa adeguata in Sardegna su rischi e prospettive derivanti dall’ospitare un impianto o un deposito nel proprio territorio. Nè c’è stata sugli effetti di un ulteriore ritardo nel dotare il Paese di un deposito nazionale per i rifiuti radioattivi, derivanti sia dalla precedente stagione nucleare sia dalle attività industriali, sanitarie e di ricerca e ancora oggi stoccati in depositi temporanei». Il Governo, dunque, secondo il ministro ha giudicato opportuno attendere l’esito degli stress test europei: «Per questo ha deciso di proporre l’abrogazione formale delle norme per la ripresa della produzione in Italia, che non ha riguardato nè le misure per rendere operativa l’Agenzia per la sicurezza nucleare, nè le procedure per la ricerca del sito su cui realizzare il deposito dei rifiuti radioattivi, nel rispetto delle più rigorose norme di sicurezza per il territorio ed i cittadini, norme che, del resto, non rientrano nel quesito referendario presentato dall’Idv».
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