Rassegna Stampa
Testata: La Nuova Sardegna

«Rischio idrogeologico», a Terralba possibile stop alle concessioni edilizie

19/05/2011

autore: CRISTINA DIANA

Il nuovo Piano stralcio appena pubblicato dalla Regione potrebbe fermare di colpo il settore delle costruzioni

TERRALBA. Un fulmine a ciel sereno. Terralba è stata inserita come zona a rischio nel Piano stralcio delle fasce fluviali, uno studio elaborato dalla Regione per definire le aree a rischio idrogeologico. Il Comune sinora non era stato oggetto delle attenzioni del Piano di assetto idrogeologico e non aveva particolari indicazioni di pericolosità in materia di alluvioni, ma la pubblicazione del Piano stralcio sinora sembra aver suscitato, più che la preoccupazione per i rischi di un disastro naturale, l’allarme per i risvolti dell’economia locale.
 «Con l’adozione preliminare di questo piano la regione ci impone di non rilasciare più concessioni edilizie e di non costruire più alcun fabbricato in tutto il territorio - osserva il sindaco Giampietro Pili -. Essendo ritenuta zona ad elevata pericolosità idraulica non si possono neppure piantare alberi da fusto che potrebbero impedire il deflusso delle acque durante un’eventuale alluvione, a maggior ragione non si potranno costruire stabili o abitazioni».
 Una notizia che ha subito suscitato l’allarme degli operatori dell’edilizia, dei tecnici progettisti, dei commercianti di materiali edili e di coloro che lavorano nel mondo delle costruzioni: se il piano stralcio dovesse essere ufficializzato potrebbe significare l’agonia del mondo dell’edilizia terralbese. Per questo ieri mattina alcuni operatori si sono incontrati col sindaco e la giunta per valutare la situazione ed è stato deciso di organizzare un’assemblea pubblica domani sera alle 18.30 al teatro comunale per illustrare anche ai cittadini la situazione.
 «Secondo il piano nella nostra zona c’è il rischio che il fiume Rio Mogoro e la sua diga possano avere una piena in media ogni cinquant’anni, perciò siamo definiti una zona ad alto rischio - continua Pili -. Ora ci sono quaranta giorni per presentare osservazioni e noi certamente presenteremo le nostre riserve, sappiamo che il piano è stato redatto per garantire la sicurezza dei centri abitati ma riteniamo che la definizione di zona ad elevata pericolosità sia eccessiva, per questo ci affideremo a dei tecnici esterni per un’ulteriore analisi».
 Se una parte della cittadinanza si sente tutelata dalla decisione di prestare maggiore protezione e controllo al territorio in quanto area potenzialmente a rischio - visti ad esempio gli allagamenti dovuti alle piogge autunnali degli ultimi anni - un’altra parte teme che eccessivi cautela e rigore possano essere non solo inutile alla sicurezza senza un’adeguata manutenzione delle infrastrutture, ma nocivi all’economia.

Chiavi di questa notizia: Dissesto idrogeologico