Rassegna Stampa
Testata: La Nuova Sardegna
Tensione e preoccupazione: «Il radar non passerà mai»
19/05/2011
autore: GIANNI BAZZONI
ARGENTIERA
SASSARI. Non lo vogliono il radar, e non hanno alcuna intenzione di fare un passo indietro. I residenti dell’Argentiera sono pronti a presidiare giorno e notte il sito indicato per ospitare l’impianto che considerano «dannoso per la salute e poco elegante» per l’ambiente». E ieri, a tarda sera, tanto per dare l’esempio concreto della loro determinazione, si sono riuniti per una «ziminata» che è andata avanti fino al mattino. Niente radar, dunque. E il progetto rimandato al mittente si avvale del «no» che arriva dalle istituzioni, in particolare dal Comune di Sassari e dalla Provincia. E si aspetta che anche le associazioni ambientaliste e i movimenti, che da sempre si muovo a tutela del territorio, scendano in campo a fianco dei residenti.
Argentiera comincia con la A, come Asinara. E non si può dimenticare che lo stesso impianto era stato inizialmente previsto proprio nel Parco nazionale, tra l’altro in una zona di straordinaria bellezza, a Punta della Scomunica, 408 metri, il punto più alto e panoramico dell’ex isola-carcere. Sarà utile sapere se la Conferenza di servizi ha esaminato in maniera dettagliata il progetto, se ha valutato l’inserimento e la compatibilità ambientale in un sito delicato come quello dell’Argentiera, se esiste una «valida» indagine (con i risultati) che illustra gli eventuali effetti sulla salute della popolazione. Sarebbe questo il modo più corretto per un confronto con gli abitanti. Prima ancora di inviare le ruspe doveva esserci il dialogo.
Il clima attuale è un misto di tensione e di preoccupazione. E la villetta bruciata è un segnale che non deve essere sottovalutato. Ieri Fabio Brandimarte, figlio del proprietario, ha voluto stemperare gli animi. «Voglio chiarire che come famiglia Brandimarte non svolgiamo inchieste private e ribadiamo piena fiducia nell’operato delle forze dell’ordine alle quali ci siamo rivolti con una denuncia contro ignoti. Auspichiamo che venga fatta luce sull’assurda aggressione che abbiamo subito». E sulla questione specifica del radar, la famiglia Brandimarte vuole spazzare via i dubbi. «A noi è stato detto che l’impianto non è dannoso, gli abitanti affermano di avere acquisito documentazione dalla quale risulta il contrario. Allora - conclude Fabio Brandimarte - possiamo dire che qualora fosse dimostrata tale tesi, noi adotteremo tutte le iniziative legali al fine di tutelare la nostra salute e quella dei residenti».
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