Rassegna Stampa
Testata: La Nuova Sardegna
«E ora il voto nazionale»
17/05/2011
autore: SILVIA SANNA
IL NO AL NUCLEARE
Verdi, Legambiente e Wwf: «L’isola ha dato una lezione di democrazia, il governo non può fare finta di niente»
SASSARI. L’aveva appena sussurrato, domenica sera, per scaramanzia: «Il mio sogno è raggiungere il 50 per cento». Ci credeva, Bustianu Cumpostu, leader di Sardigna Natzione e anima di questo referendum, prima con la raccolta delle firme e poi con la campagna di sensibilizzazione in lungo e in largo, per tutta la Sardegna, portata avanti dal comitato Si.NoNucle. Domenica sera, a quorum già superato e vittoria conquistata, Bustianu Cumpostu sognava il botto. Ed è arrivato, così forte che quasi si fa fatica a crederci: molto di più del 50 per cento, l’affluenza ha sfiorato il 60 con un risultato bulgaro a favore del sì, che sta per no al nucleare. «Il popolo sardo ha vinto - dice Cumpostu -, perché ha deciso di decidere sul proprio futuro, ha detto no all’ultima servitù-schiavitù che lo stato italiano, mediante il suo governo, voleva imporre alla Sardegna». Ora, di fronte alla valanga di complimenti che gli piovono da tutte le parti, il leader del movimento antinuclearista mostra grande umiltà: «Il comitato ha semplicemente interpretato le aspettative di riscatto antinucleare, ha agito da stimolo nei confronti dei sardi, che hanno saputo cogliere l’importanza dell’appuntamento». Nei prossimi giorni il Comitato SiNoNucle si riunirà in assemblea «per decidere sui futuri impegni in difesa del proprio popolo e del proprio territorio». Al via la grande campagna in previsione del referendum nazionale di giugno (12-13) sul cui svolgimento è attesa la pronuncia della Cassazione. Dalla Sardegna il messaggio è partito forte e chiaro, con una dirompenza che pochi si aspettavano. «Un no deciso e convinto al nucleare - dice Giacomo Sanna, presidente nazionale e capogruppo in Regione del Psd’Az -, i sardi sono andati alle urne per dirlo ad alta voce. Ci auguriamo che la volontà dei sardi sia espressa in ugual modo nelle altre regioni italiane. Noi ci impegneremo a far sì che il voto dei nostri cittadini sia rispettato dal governo nazionale».
Non potrebbe essere altrimenti, secondo Stefano Leoni, presidente del Wwf Italia: «La percentuale dei sì sfiora il 100 per cento, è stato un vero e proprio plebiscito che che spazza via dall’isola l’incubo nucleare, che ora va abbandonato in tutta Italia, insieme ai trucchetti per riproporlo tra due anni: gli italiani hanno il diritto di votare al referendum del 12 e 13 giugno». Per Leoni, «il risultato del referendum in Sardegna è andato ben oltre le aspettative. Siamo certi che questo risultato sarebbe analogo in tutte le regioni se si votasse sulla collocazione delle centrali. Di questo i legislatori e il Governo non possono non tener conto». Stessi toni per Ermete Realacci, responsabile green economy del Pd: «Il voto in Sardegna sul nucleare è uno straordinario successo di democrazia. Ora - aggiunge Realacci - è tempo che il governo esca dall’ambiguità: permetta a tutti gli italiani di esprimere la propria opinione e chiarisca la decisione di fermare per sempre il nucleare in Italia». Basta con le sospensioni e con i giochetti, è l’invito che Legambiente, attraverso il presidente nazionale Vittorio Cogliati Dezza, rivolge al governo Berlusconi: «Le pause strategiche e i trucchetti mediatici per far calare l’attenzione sui piani energetici del governo non hanno funzionato. Sarà bene quindi accettare la volontà popolare e smettere di perdere tempo e denaro dietro a un progetto vecchio e pericoloso per dare invece nuova vitalità al settore più moderno, pulito e conveniente delle energie rinnovabili». Il nucleare è morto, aggiunge Angelo Bonelli, presidente nazionale dei Verdi: «La Sardegna sconfigge con un vero e proprio plebiscito l’energia atomica e il bavaglio che Berlusconi vorrebbe imporre alla democrazia. Ormai è chiaro che la stragrande maggioranza degli italiani non vuole il nucleare e che Berlusconi non vuole far svolgere il referendum sull’atomo perchè teme una sonora bocciatura per sè e per gli affari che girano intorno alla follia nucleare». Ma ormai «la truffa è stata svelata», dicono i senatori del Pd Roberto Della Seta e Francesco Ferrante: «I sardi hanno dimostrato che gli elettori non hanno bisogno di essere messi sotto tutela, e hanno invece rivendicato il diritto di decidere sul proprio futuro e sulla difesa della propria salute».
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