Rassegna Stampa
Testata: L'Unione Sarda
Cappellacci, appello ai giudici: «Lo sgombero è da sospendere»
16/05/2011
autore: Nino Melis
Il Governatore: non tutta l'area è inquinata, urge un rimedio
La giunta regionale intende fare la massima chiarezza sulla effettiva estensione dell'inquinamento nelle aree del Poligono del Salto di Quirra e sui reali pericoli per la salute delle persone e degli animali. Prima che l'immagine, non solo turistica, dell'Ogliastra, del Sarrabus e dell'intera Isola, venga irrimediabilmente compromessa.
IL VERTICE Ieri il Governatore Ugo Cappellacci, affiancato dagli assessori alla Sanità Antonello Liori e all'Agricoltura Mariano Contu, ha illustrato i provvedimenti della giunta, immediati e di prospettiva, nel corso di un'assemblea che ha affollato all'inverosimile l'aula magna dell'Istituto Professionale. Presenti anche il direttore generale della Asl di Lanusei Francesco Pintus e i due consiglieri regionali eletti in Ogliastra, Angelo Stochino e Franco Sabatini.
LA SALUTE «La tutela della salute - ha esordito Cappellacci - va anteposta a tutto. Per questo motivo privilegiamo il piano straordinario elaborato dalla Asl di Lanusei per il monitoraggio sistematico dell'intera area del Poligono, che riguarda la salute degli animali e l'intera filiera alimentare. Ciò presuppone, per poter essere attuato, la sospensione del provvedimento di sgombero già notificata agli allevatori dal gip del tribunale».
IL LAVORO Le preoccupazioni per il futuro degli allevatori, ma anche per quello dei dipendenti del poligono e per l'economia di un intero territorio, sono state al centro degli interventi del presidente della Provincia Ogliastra Bruno Pilia, dei primi cittadini di Perdasdefogu Walter Mura, di Villaputzu Gianfranco Piu, di Arzana Marco Melis e di Villagrande Giuseppe Loi. Per loro, l'esistenza del poligono non è in discussione salvo l'adozione di rigide misure di salvaguardia ambientale al passo con i tempi.
LA PROVINCIA In sostanziale dissenso si è espresso l'assessore provinciale all'Ambiente di Cagliari Ignazio Tolu: «Bisogna chiudere l'area militare sospettata di aver creato malformazioni e tumori e dove è stato sparato uranio impoverito. Per attuare la bonifica».
I dirigenti di Coldiretti Luca Saba e Vincenzo Cannas hanno sostenuto, insieme agli allevatori intervenuti, la necessità di misure immediate ma anche di prospettiva, dato che l'abbandono delle aree di pascolo comporterebbe la morte delle aziende, che sarebbero escluse dalle misure di sostegno dell'Ue.
IL VERTICE Il ''tavolo di crisi '' inaugurato ieri a Perdasdefogu prevede anche lo studio epidemiologico sulle popolazioni condotto da un comitato scientifico coordinato dall'Istituto Superiore della Sanità, l' Istituto nazionale per i tumori ed il dipartimento di statistica dell'Università di Firenze. «C'è bisogno - ha detto l'assessore Liori - di dati certi e completi. Quelli disponibili dall'Istituto Tumori di Cagliari indicano, per il periodo tra il 1973 e il 1993, che sulle aree in questione la percentuale dei tumori è inferiore a quella nazionale. Mentre i dati (ufficiosi) fino al 2010 presentano variazioni insignificanti. Per Perdasdefogu, il paese più vicino al poligono, il registro tumori stilato dalla Asl 4 indica per gli ultimi tre anni (dal 2005 al 2007) una incidenza tumorale dell' 1,4 per mille, rispetto alla media nazionale che è dell'1,7 ».
L'ASSESSORE Per l'assessore all'Agricoltura Mariano Contu occorre trovare per gli allevatori soluzioni definitive, a partire dalla certificazione di qualità dei prodotti. Per affrontare l'emergenza, la giunta regionale ha già stanziato fondi per 500 mila euro, già inseriti nel collegato alla Finanziaria in discussione nel Consiglio regionale.
LA RIUNIONE Domani i sindaci e gli esponenti di Coldiretti incontreranno il procuratore di Lanusei Domenico Fiordalisi. Chiederanno la sospensione degli sgomberi e alla drastica diminuzione delle aree interdette al pascolo nei tredicimila ettari del poligono. Ma sono pronti a costituirsi parte civile.
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