Rassegna Stampa
Testata: L'Unione Sarda

UN SCELTA CHE RESTERÀ IMPRESSA NEL FUTURO

16/05/2011

autore: Massimo Crivelli

Contro le centrali atomiche

I sardi non vogliono le centrali nucleari. E il primo verdetto, limpido e inequivocabile, scaturito dall'inconsueta chiamata alle urne che nell'Isola accoppia la scelta dei sindaci al referendum sull'energia.
Raggiunto ampiamente il quorum già ieri sera, salvo sorprese assai improbabili questo pomeriggio lo spoglio delle schede sancirà la vittoria del Sì e la conseguente, ferma determinazione dei cittadini isolani nell'opporsi, oggi e domani, alla costruzione degli impianti atomici. Per quanto il referendum abbia valore solo consultivo, resterà quindi anche a futura memoria la testimonianza forte di un popolo che ha scelto di assecondare ciò che la Natura ha loro donato, una terra di incomparibile bellezza, tenendo lontano la possibilità dell'incubo radioattivo.
Ora che si profila il successo verrebbe facile dire che la strada è stata spianata dall'emozione suscitata nell'opinione pubblica dalla catastrofe di Fukushima. E che hanno contribuito in maniera decisiva lo straordinario impegno dei promotori di "No nucle", il sostanziale avallo bipartisan dei partiti, la discesa in campo in prima persona del Governatore Ugo Cappellacci e (se è lecito aggiungerlo) l'appoggio convinto fornito alla campagna dal nostro giornale.
E invece il risultato non era per niente scontato. Basti pensare che la moratoria decretata in extremis dal governo ha bloccato il referendum a livello nazionale e rischiato di depotenziare la consultazione in Sardegna; e basti anche ricordare che l'abuso dello strumento referendario aveva causato negli ultimi anni clamorose debacles come nel 2007 (Statutaria) e 2008 (servizio idrico e piano paesaggistico) con i relativi quesiti ben lontani dal raggiungere il quorum. Ma, evidentemente, quando sono in ballo scelte che incidono davvero sulla vita dei cittadini la voglia di esprimersi è più forte di quell'apatia e lieve senso di nausea nei confronti della politica che troppe volte siamo costretti a registrare.
La Sardegna ha dunque respinto l'ipotesi di ospitare una centrale nucleare. Questo non significa ch, la questione sia chiusa. E anzi auspicabile che proprio dall'Isola possa partire un dibattito serio e responsabile sul futuro energetico dell'Italia che, è bene ricordarlo, dipende in larghissima misura dagli approvigionamenti altrui. Ma ragionare partendo da questo punto fermo servirà a compiere scelte di cui nessuno dovrà pentirsi.

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