Rassegna Stampa
Testata: La Nuova Sardegna

Un’altra estate con l’incubo della marea gialla

15/05/2011

autore: GIANNI OLANDI

La causa del disagio sarebbe l’immissione di acque depurate nello stagno del Calik. Gli albergatori: «Subiamo danni da 2 anni, ora basta»
Operatori turistici preoccupati per la presenza di alghe putrescenti sulla spiaggia di Maria Pia

ALGHERO. Con l’arrivo del caldo cresce la preoccupazione degli operatori del settore balneare per il timore di un nuovo arrivo della marea giallastra soprattutto sulla fascia costiera di Maria Pia. Il fenomeno ha già provocato negli anni scorsi pesanti danni e proteste.
 L’anomalia sarebbe la diretta conseguenza, attraverso un processo del tutto naturale, dell’immissione delle acque depurate del depuratore fognario della zona industriale di San Marco nello stagno del Calik. Le acque bianche a contatto con quelle salmastre e in presenza di temperature alte, provocano la nascita di una vegetazione che dapprima è verde ma dopo l’esposizione al sole diventa giallastra fino ad assumere un colore marrone e a emanare odori nauseabondi.
 La chiazza spinta dalle correnti abbandona la laguna alla periferia della città e attraverso il canale di entrata e uscita del porticciolo di Fertilia arriva in mare aperto e si espande sulla fascia costiera, prima su quella di Maria Pia, cominciando dagli arenili antistanti il Palazzo dei Congressi, e successivamente verso il resto del litorale. Lo scorso anno, ma anche nel 2009, la presenza di queste alghe putrescenti ha provocato danni agli operatori balneari e molti fastidi ai turisti che raggiungono Alghero per godere del suo mare cristallino. Pessima l’immagine per tutto il sistema dell’industria delle vacanze algheresi. Da qualche giorno sulla battigia di Maria le onde si infrangono sulla sabbia con un colore giallastro, segno evidente che il fenomeno di produzione è cominciato. Legittimo chiedersi che cosa succederà quando l’impianto di depurazione lavorerà a pieno regime scaricando tutta la produzione depurata nello stagno.
 L’impianto è affidato per la gestione ad Abbanoa e come prevede la normativa vigente, tutte le acque depurate debbono essere impiegate nell’irrigazione dei campi. La destinazione dei reflui è quindi indirizzata verso il Consorzio di Bonifica della Nurra. Ma manca un regolamento. Da diverse settimane questa procedura è all’esame dei vertici dell’ente gestore di acquedotti e fognature e viene data per imminente l’adozione del provvedimento che dovrà regolamentare l’impiego dei flussi e che, soprattutto, non verserà una sola goccia di reflui depurati nello stagno del Calik in modo da non sconvorgerne l’equilibrio ecologico. Ma tra gli operatori balneari c’è allarme. «Un’altra stagione come le ultime due sarà per noi un disastro definitivo, ci chiediamo come si possa assistere nell’indifferenza alla cancellazione di tante piccole aziende che rendono peraltro un servizio indispensabile ai turisti». Da Palazzo Civico si sostiene di monitorare costantemente con Regione e Abbanoa l’iter tecnico amministrativo per la soluzione del problema e lo stesso sindaco Marco Tedde sottolinea che l’adozione del provvedimento è «imminente». Per ora c’è soltanto la marea giallastra.

Chiavi di questa notizia: Vacanze inquinate