Rassegna Stampa
Testata: La Nuova Sardegna

La chimica verde si farà a Porto Torres

14/05/2011

autore: GIANNI BAZZONI

SVILUPPO Si riaccende la speranza della green economy mentre l'Eni annuncia la chiusura degli impianti
Novamont abbandona il progetto per la Campania. Previsti investimenti per 47 milioni

SASSARI. Novamont accelera sul progetto della chimica verde a Porto Torres. E lo fa togliendo gli ultimi alibi: è stata confermata, infatti, la decisione di realizzare nella zona industriale turritana l’iniziativa fino a qualche tempo fa prevista a Caserta.
 La notizia è stata ufficializzata ieri. Novamont, in virtù della intesa raggiunta con l’Eni, punta con decisione a realizzare nel petrolchimico di Porto Torres l’intervento inizialmente pianificato nell’area ex 3M di San Marco Evangelista di Caserta. Si tratta dell’impianto per la produzione di monomeri da risorse rinnovabili per la sintesi di biopolimeri. E se a Caserta si strappano le vesti, nel nord Sardegna continua ad aleggiare uno strano scetticismo. E coincide con un immobilismo che - a lungo andare - può condizionare l’attuazione di un intervento che rappresenta il futuro e consente di affrontare, con maggiore determinazione, anche la partita delle bonifiche industriali.
 In ballo c’è un investimento di 47 milioni di euro che si inquadra nel più vasto progetto della chimica verde e del quale non si conoscono ancora tutti i dettagli. Nel frattempo, però, tra meno di un mese il petrolchimico di Porto Torres - come annunciato dall’Eni - si avvia verso la chiusura di alcuni impianti. Una scelta osteggiata dalle organizzazioni sindacali e da parte delle istituzioni locali, proprio perchè esiste la preoccupazione che si creino vuoti pericolosi, con ulteriori perdite occupazionali.
 Novamont e Eni - anche di recente - hanno insistito sulla necessità di procedere senza pericolose pause. Perchè il progetto della chimica verde vanta parecchie richieste e la decisione di puntare su Porto Torres potrebbe essere messa in discussione soprattutto se non vengono rispettati i tempi per le autorizazioni e l’attuazione dei progetti. Nelle intenzioni, la prima pietra dello stabilimento turritano della joint-venture dovrebbe avvenire già a settembre. A Caserta, intanto, versano lacrime amare per l’uscita di scena di Novamont. «Esprimo profondo rammarico - ha detto il presidente della Provincia Domenico Zinzi - per l’epilogo di questa vicenda. Perdiamo una grande opportunità di sviluppo e di occupazione. La responsabilità non è di Novamont, ma di chi - dal 2008 a oggi - avrebbe dovuto creare le condizioni per l’attuazione dell’intero Accordo di programma nell’area ex 3M di San Marco Evangelista».
 Ora tutta l’attenzione si sposta sul nord Sardegna. Porto Torres può diventare il più importante polo europeo per la chimica verde. Proprio di recente Novamont ha presentato a Dusseldorf una innovativa pellicola industriale e l’apertura del Centro ricerche nell’area del petrolchimico turritano può aprire nuove frontiere per le Università sarde.
 Ormai si è entrati nella fase decisiva, non sono consentite mosse sbagliate. Il rischio è quello di fare la fine di Caserta.
 Sulla vertenza Vinyls, intanto, sono giorni cruciali: Gita si sente ancora in gioco, i commissari valutano le alternative Dioki (per Porto Torres e Ravenna) e Igs Varese (solo Ravenna, anche se con una cordata francesce potrebbe rientrarci anche Porto Torres). Entro il 20 maggio la decisione finale.

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