Rassegna Stampa
Testata: La Nuova Sardegna
L’Asl dà la caccia ai killer delle balene
13/05/2011
autore: MARIA GIOVANNA FOSSATI
EMERGENZA AMBIENTALE
Studio sui cetacei che vengono a morire nelle spiagge
NUORO. Caccia ai killer delle balene. Che, sempre più numerose, vengono a morire sulle nostre spiagge. Questo l’obiettivo del corso di formazione professionale targato Asl. Che, attraverso la salubrità delle acque, la profondità e i contenuti dei fondali, la situazione sanitaria delle varie specie, cerca di raccontare lo stato della salute pubblica e quello dell’ambiente. A raccolta nel corso promosso dal Servizio qualità formazione e rischio clinico, esperti, tecnici e cattedratici che hanno illustrato ai veterinari e biologi dell’azienda sanitaria, l’importanza che il fenomeno degli spiaggiamenti sta assumendo». «La raccolta e la divulgazione delle informazione è importantissima in questo campo, affinché i veterinari e i biologi entrino nella rete di sorveglianza e nella storia dei cetacei - ha spiegato Giovanni Di Guardo professore dell’Università di Teramo -. Quando un cetaceo raggiunge la riva ha molto da raccontarci. Sono 80 le specie censite nel Mediterraneo. Noi lavoriamo per un solo obiettivo che è quello della conservazione di queste specie».
In Sardegna e in particolare nella provincia di Nuoro, i cetacei più diffusi sono le balenottere comuni, il capodoglio, il tursiape, la stenella striata. «Negli ultimi quattro anni nell’isola ci sono stati due spiaggiamenti importanti: un globicefalo a Cagliari nel 2010 e un Capodoglio all’Asinara nel 2007, mentre sono molto frequenti gli spiaggiamenti di delfini - ha detto Pietro Fois veterinario della Asl -. Dalle nostre parti ci sono bellissime coste su cui insistono queste specie animali. L’obiettivo è quello di creare un protocollo d’intesa a livello nazionale che metta in piedi una rete di collaboratori e di interscambio tra i vari enti che si occupano di mammiferi marini. In questo campo è fondamentale il ruolo dei veterinari della sanità pubblica».
Un lavoro che già si inizia a fare su scala nazionale, censiti dall’86 ad oggi circa 4 mila spiaggiamenti sulle coste italiane, di cui 100 nell’ultimo anno: «Ora abbiamo bisogno acquisire capillarmente dei dati che possano essere fruibili poi in maniera omogenea su tutto il territorio nazionale - ha sottolineato Sandro Mazzariol dell’Università di Padova -. Abbiamo istituito una banca tessuti che continueremo ad arricchire. In tempo di magra per la ricerca, un’iniziativa come quella di oggi ci fa pensare in positivo». Il dirigente del Servizio qualità, formazione della Asl Gianni Salis ha messo in luce l’importanza di una formazione adeguata dei veterinari e biologi della Asl. Hanno partecipato ai lavori Antonio Pintore (Zooprofilattico), Pascual Medina (Recupero animali marini di Barcellona), Daniele Denurra (recupero fauna marina Asinara), Domenico Fracassi (Area Marina Capo Caccia) Lara Papini, (professionista), Letizia Marsili (università di Siena).
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