Rassegna Stampa
Testata: La Nuova Sardegna

Sventola la bandiera blu

11/05/2011

autore: ROBERTO PETRETTO

La domanda presentata dal Comune per Torregrande ha avuto esito positivo
L’acqua torbida? Non importa: giudicati i servizi

ORISTANO. La notizia dell’assegnazione della Bandiera blu a Torregrande ha suscitato un misto di sorpresa e ironia. Gli oristanesi sono abituati a standard marini molto alti: da San Giovanni a Bosa possono entrare in acqua sino al collo e continuare a guardarsi i piedi.
 Quindi pensano a Torregrande con un po’ di benevola sufficienza. Spiaggia buona per un paio d’ore di sole, per un bagnetto “mordi&fuggi”, per una vacanzina low cost. Da qui a farne un modello di spiaggia per pulizia e servizi, però, ce ne passa. La domanda che segue la notizia del riconoscimento alla località balneare oristanese è scontata: «Ma se Torregrande merita la Bandiera blu, cosa si potrebbe assegnare a Is Arutas?». Così, giusto per fare un nome a caso.
 E allora è opportuno cercare di capire perè Torregrande sì e Is Arutas no. Innanzitutto perchè la Bandiera blu la li può ottenere soltanto se ci si candida a ottenerla.
 Il Comune di Oristano aveva presentato domanda e ha ottenuto un’adeguata risposta. Gli altri Comuni, chissà.
 La Bandiera blu dà prestigio e risonanza alle località che la ottengono. Che non necessariamente sono luoghi di bellezza incomparabile, dalle acque cristalline e dalle spiagge bianchissime. Anche perchè, se così fosse, Torregrande sarebbe stata esclusa d’ufficio dalla graduatoria. Si guarda anche a altri parametri. Che sono suddivisi in quattro settori: educazione ambientale e informazione, qualità delle acque, gestione ambientale, servizi e sicurezza. Per ogni settore ci sono delle prescrizioni che possono essere imperative o consigliate.
 Ad esempio: per ciò che riguarda il primo parametro le informazioni relative agli ecosistemi costieri, alle aree naturali e sensibili devono essere affisse, così come quelle sulla qualità delle acque di balneazione, sulla Campagna Bandiera Blu, sul codice di condotta concernente l’area della spiaggia. Inoltre devono essere proposte ogni anno almeno cinque attività di educazione ambientale. Tutte queste sono disposizioni imperative.
 Sulla qualità delle acque ci deve essere conformità con i valori previsti dalla Direttiva europea sulle acque e in prossimità della spiaggia non ci devono essere discariche.
 Il requisito che potrebbe essere stato decisivo per Torregrande (e la cosa, sia chiaro, è detta con tono ironico) è però un altro: «Le alghe e gli altri tipi di vegetazione dovrebbero essere lasciati decomporre sulla spiaggia a meno che non rappresentino un fastidio».
 Nel capitolo gestione ambientale si richiede che la spiaggia e l’area prospiciente siano «nelle condizioni di massimo rispetto dei piani regolatori e della legislazione ambientale». Inoltre la spiaggia deve essere pulita, i cestini per i rifiuti devono essere disponibili in numero sufficiente sulla spiaggia e devono essere regolarmente controllati e svuotati, così come i contenitori per la raccolta differenziata dei rifiuti. E ancora, tra le altre cose, «i servizi pubblici sulle spiagge devono essere adeguati e puliti», «deve essere strettamente osservato il divieto di accesso alla spiaggia di cani e di altri animali domestici». E in alcuni di questi punti è francamente difficile riconoscere Torregrande.
 Infine, al capitolo servizi e sicurezza, le prescrizioni imperative sono: numero adeguato di personale, servizi e attrezzature di salvataggio, equipaggiamento di pronto soccorso sempre disponibili, devono essere predisposti piani di emergenza per i casi di inquinamento o rischio per la sicurezza ambientale, l’accesso alla spiaggia deve essere sicuro, ci deve essere un accesso e dei servizi per disabili, deve essere affissa una mappa nella quale siano indicati i differenti servizi presenti sulla spiaggia.
 A Torregrande manca l’acqua cristallina, e questo sembra non importare molto a chi assegna la Bandiera blu. Ma anche altri requisiti non sembrano rispettati del tutto.

Chiavi di questa notizia: Ambiente