Rassegna Stampa
Testata: La Nuova Sardegna

Da 2 a 5 Bandiere blu per le spiagge sarde è l’anno del riscatto

11/05/2011

autore: Daniele Murino

TURISMO E AMBIENTE
Castelsardo, Santa Teresa, La Maddalena, Oristano e Quartu i Comuni premiati per mare, pulizia e servizi

SASSARI. Ampurias a Lu Bagnu, Rena Bianca a Santa Teresa Gallura, Punta Tegge Spalmatore alla Maddalena, Torregrande a Oristano e il Poetto a Quartu. Sono le cinque le spiaggie che per l’anno in corso hanno ottenuto la “Bandiera blu”: il vessillo simbolo di qualità, giunto ormai alla sua venticinquesima edizione, che certifica non solo la pulizia delle acque, ma anche il rispetto dell’ambiente circostante e i servizi offerti ai bagnanti.
 Un bel passo avanti rispetto al 2010, quando la Sardegna era il fanalino di coda della classifica nazionale con solo due spiaggie certificate.
 Quest’anno il primo posto è occupato dalla Liguria che con 17 Bandiere blu si riconferma la regione più virtuosa. A pari merito con 16, seguono Toscana e Marche. E poi Abruzzo con 14, Campania con 12 ed Emilia Romagna 9. Fino ad arrivare al Molise e alla Basilicata che con una sola bandiera si attestano all’ultima posizione.
 Ma come è possibile che la nostra Regione, in grado di vantare alcune tra le spiaggie più belle e ambite d’Italia, soffra uno scarto così ampio dalla vetta della classifica?
 E poi, quali sono i criteri utilizzati dall’organizzazione non governativa Fee (Foudation for environmental education) nel decretare le assegnazioni?
 La risposta è molto semplice ed è insita nelle modalità di partecipazione alla gara verificabili nel sito www.bandierablu.org. Per concorrere al bando, infatti, ogni Comune rivierasco d’Italia deve auto-candidarsi alla selezione annuale inviando un apposito questionario. La documentazione allegata sarà poi valutata da una giuria composta da alcuni rappresentati sia del governo sia delle associazioni marittimime più importanti. A loro è affidato il compito di giudicare i litorali sulla base di dodici tematiche che variano dalla gestione dei rifiuti alle iniziative ambientali, dallo stato degli stabilimenti balneari alla depurazione delle acque reflue.
 A questo punto l’elenco dei candidati selezionati viene inviato dalla Fee Italia al coordinamento internazionale in Danimarca, per ricevere il definitivo benestare.
 Insomma, un procedimento lungo, e a tratti macchinoso, che se da una parte può stimolare gli enti locali ad aderire all’iniziativa per godere della pubblicità che deriva ogni anno dalla pubblicazione delle bandiere blu, dall’altra li può disincentivare a causa della lunga attesa che intercorre tra la preparazione della documentazione e l’esito della gara.

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